Sequestrata una villa ad Asti, era completamente abusiva

Questa mattina, su provvedimento della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino, la Direzione Investigativa Antimafia e la Sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri di Asti, con il supporto del personale del locale Comando Provinciale dell’Arma, ha sequestrato una villa in Strada Peschiera ad Asti. L’abitazione è riconducibile a G.S., classe 1985, pregiudicato attualmente detenuto, e già più volte condannato per diversi reati, sebbene fosse formalmente intestata alla moglie, S.O., classe 1988.

Tra i reati che l’uomo sta scontando c’è la partecipazione a un’associazione per delinquere dedita, fino al 2015, alla commissione, in diverse città della Lombardia e del Veneto, di numerose rapine in ville e in abitazione, anche nei confronti di soggetti appartenenti alle cosiddette “fasce deboli”.

Si presentava con falsi segni distintivi come appartenenti all’Arma dei Carabinieri ingannando le vittime che, in buona fede, lo lasciava entrare. In questo modo la banda è riuscita ad impossessarsi, oltre che di denaro contante, di gioielli, orologi di pregio, autovetture, armi e beni di consumo elettronici, per un valore complessivo importante.

Il provvedimento di sequestro oggi eseguito scaturisce da una proposta di applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale, a firma congiunta del Procuratore della Repubblica di Asti e del Direttore della DIA, finalizzata al sequestro della villa, costruita negli stessi anni in cui è avvenuta la commissione dei reati e in maniera completamente abusiva.

Gli accertamenti, eseguiti dal Centro Operativo DIA di Milano, dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Carabinieri della Procura della Repubblica di Asti e dal locale Gruppo della Guardia di Finanza, si sono tradotti nella dettagliata ricostruzione della biografia criminale dell’uomo e nella compiuta analisi della posizione reddituale e patrimoniale dello stesso e del suo numeroso nucleo familiare. È stato così appurato che questo reddito, di modestissima entità, era assolutamente incompatibile rispetto al valore di 300.000 euro stimato, quale investimento per l’edificazione e il completamento della villa.