David Okeke la grande promessa del basket italiano e piemontese è tornato a giocare

David Okeke, il giocatore di basket italo – nigeriano  considerato da molti uno dei maggiori prospetti del basket italiano, è ritornato a giocare dopo tre anni esordendo con 4 punti e 3 rimbalzi nel campionato della Giorgia con la maglia del BC Rustavi nella Georgia Superliga.

Okeke ha iniziato a giocare a pallacanestro nella Virtus Mortara a nove anni, per poi passare a Casale Monferrato al Borgomanero, all’ Oleggio Basket per poi approdare all’Auxilium Torino dove ha esordito in serie A a 18 anni diventando da subito uno dei punti di forza della squadra, debuttando anche in Eurocup. Nell’estate 2017 è stato tra i protagonisti della nazionale azzurra che ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali Under-19 ed è stato poi convocato dalla nazionale maggiore di Meo Sacchetti.

Poi nel febbraio 2018 l’inatteso stop per la diagnosi di un’aritmia cardiaca durante un controllo di routine. Da qui l’inizio di una trafila di analisi, visite, controlli e due operazioni di ablazione cardiaca, per correggere le anomalie del ritmo del cuore. David non ha mai mollato con determinazione per poter riprendere gli allenamenti e tornare a giocare.

David è ovviamente felice del rientro: “Lac Georgia era l’opzione migliore per ripartire. Italia? L’intervento mi dà assolute garanzie, ma la legge non mi consentiva di giocare. E’ stata quasi una sensazione di rinascita. Una grande emozione, ero arrivato a un punto davvero buio della mia carriera, ma quello che mi ha aiutato è stata la persistenza e la pazienza. Penso che a un problema ci sia sempre una soluzione e l’ho trovata. Non mollare mai, tutto è possibile nella vita, quindi mai smettere di crederci.

La Georgia non è come la Turchia o la Grecia ma è un campionato di buon livello, da qui sono usciti ottimi giocatori. Per me era l’opzione migliore per ripartire. La squadra sta andando bene, è seconda in classifica e punta a vincere il campionato. Sarei rimasto anche in Italia dove le occasioni non sono mancate, ma la legge in Italia è la più rigida al mondo e non mi consentiva di giocare. Devo chiarire che l’intervento che ho fatto mi dà assolute garanzie. Non sto rischiando nulla, sto bene, mi alleno regolarmente. Devo ringraziare Luciano Capicchioni, Simone Lusini, la mia famiglia, la mia ragazza, gli amici, tutte le persone che non hanno mai smesso di credere in me.”



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