Sotto mentite spoglie, intervista con Ernesto Chiabotto

Se amate leggere racconti che viaggiano sul filo della tensione non perdete Sotto mentite spoglie, Neos Edizioni. Si tratta di una raccolta di diciannove racconti di diciannove autori diversi, curata da Ernesto Chiabotto. Ad unire insieme le diciannove storie due fattori precisi e distintivi: l’ambientazione e le tematiche.

Tutti i racconti sono infatti ambientati nel nostro Piemonte, da Torino alle Langhe, da Alba a Passerano Marmorito a tanti alti angoli più o meno conosciuti delle nostre città, delle noste montagne, delle noste colline. E tutti i racconti giocano sui temi del mistero e della paura, dal thriller al giallo, dall’horror al fantastico, al distopico. Cambiano invece (e parecchio) stili ed epoche di ambientazione. Trovate qui la recensione completa e l’elenco degli autori.

Il curatore Ernesto Chiabotto ha risposto alle mie domande.

Che indicazioni hai dato agli autori per la stesura dei racconti?

Più che indicazioni ci sono state richieste. A parte quelle tecniche, lunghezza massima ecc, la richiesta era di rimanere in una collocazione piemontese riconoscibile e di attenersi ai generi della raccolta: noir, poliziesco, thriller, distopico, fantasy, horror. Una discreta varietà insomma, ma sempre con un legame al mistero. “Sotto mentite spoglie” era un tema ampio, declinabile in tantissimi modi, in comune dovevano avere la sorpresa. Forse l’unica vera indicazione che, come curatore, ho dato è stata quella di lasciarsi andare, di abbandonare le remore, “l’esageroma nen” per dirla alla torinese e, al contrario, esagerare, gonfiare, portare al limite fantasia e situazioni. E mi pare che mi abbiano ascoltato.

I temi del fantastico e del mistero nascondono spesso accuse alla società presente. E’ così anche nei racconti di questa raccolta?

Più o meno, nel senso che un certo aggancio a situazioni reali lo troviamo soltanto in tre racconti. Uno è un potente “noir” ambientato a Casale, “Sangue marcio”. La storia raccontata è personale per così dire, ma affonda in un disagio sociale, ben noto alle cronache degli anni passati e valido ancora oggi, in quella zona. Gli altri due sono i due racconti distopici, “Neet Club” e “Sfinge Colibrì”, che esasperano le condizioni della società odierna, in un futuro più o meno lontano. Come il genere impone immaginano che talune criticità vengano amplificate, partendo dal nostro presente. Gli altri sedici racconti invece non sono legati a temi di denuncia, alcuni molto distanti, anzi.

I luoghi del Piemonte, dove sono ambientati i racconti, si prestano particolarmente alle storie del mistero?

Io credo che ogni luogo, visto con le lenti adatte si presti a qualsiasi genere. Abbiamo letto storie romantiche nate nelle periferie più degradate e trame gialle o addirittura horror, ambientate in luoghi da cartolina. Sta nella sensibilità e nell’abilità di chi scrive rendere credibile uno scenario per la vicenda che si è immaginato. Io sono innamorato di Torino e del Piemonte, che trovo meravigliosi, ma questo non significa che non possano essere teatri perfetti anche per racconti gialli, gotici o fantasy. Ho trovato interessante leggere di luoghi che avevo sempre visto come tranquilli e rasserenanti, che diventano lo sfondo per storie che scavano nel torbido, che nascondono delitti o peggio. Credo che sia divertente conoscere un luogo, e poi vederlo presentato in tutt’altra luce.

Una domanda che non dovrei farti: quale tra i racconti presenti hai amato di più (naturalmente escluso il tuo)?

Beh, lo sai che non risponderò. Posso dire, che come lettore ho trovato racconti che più si avvicinano ai miei gusti personali, altri meno, ma non rivelerò quali neanche sotto tortura (a meno che non sia il solletico a cui non resisterei un minuto). Oltretutto la varietà di generi, di stili e di atmosfere è tale che quando ho fatto la stessa domanda a chi aveva letto il libro, non ho mai avuto la stessa risposta. Ricordo una coppia di amici: a lui erano piaciuti soprattutto alcuni racconti, proprio tra quelli che la moglie aveva messo ben oltre la metà della sua personale classifica. Buffo, ma il matrimonio è anche questo, no? A conclusione direi che uno dei pregi di un’antologia come “Sotto mentite spoglie” è proprio una lettura diversa, secondo i propri gusti.

I diritti del libro hanno una destinazione speciale. Ci spieghi qual è?

Io e tutti le autrici e gli autori di “Sotto mentite spoglie” abbiamo accettato di rinunciare ai nostri diritti a favore della International Help, una onlus fondata a Torino nel 1995 con lo scopo di sostenere situazioni di difficoltà nei Paesi con gravi problemi. International Help, pur collaborando spesso con enti religiosi, è un’associazione assolutamente laica. I soci sono volontari, non sono previsti costi di apparato e i viaggi aerei, soggiorni, ecc., sono a carico loro. Insomma, ogni euro a noi donato viene recapitato a chi ne ha bisogno. Attualmente ha progetti in corso in Guatemala, Kurdistan, Etiopia, Afghanistan e Cuba. Quando la Neos Edizioni, che collabora da anni con loro, ci ha proposto quest’iniziativa abbiamo aderito subito. Anche la Neos contribuirà in parte, quindi possiamo dire senz’altro che più “Sotto mentite spoglie” sarà acquistato, più si potrà contribuire a fare qualcosa per i meno fortunati. Mi sembra un buon motivo in più per comprare Sotto mentite spoglie.

“Sotto mentite spoglie” è il secondo libro della collana TuttoSotto. Pensate di proseguire negli anni a venire?

Sì, proseguirà. Il progetto iniziale era nato nel 2018 come concorso in collaborazione con Unito. Dal concorso è nata la prima antologia, dedicata ai sotterranei di Torino. Quando Silvia Ramasso, editore di Neos mi ha proposto la curatela, abbiamo immaginato di declinare il concetto di “Sotto” in vari modi. Se “Sotto mentite spoglie” fosse andato bene, erano già pronte diverse idee. E visto che sta andando benissimo (è già stato ristampato ben due volte) partiremo a breve con l’edizione 2021 che, avrà un altro titolo che comprende un elemento importante del territorio piemontese.
Non vedo l’ora di esplorare i nuovi brividi che troveremo sotto quel tema intrigante.

Ci saranno gli stessi autori di “Sotto mentite spoglie”?

Non tutti. Insieme a qualche conferma ci saranno nuovi nomi e sto iniziando uno scouting proprio in questi giorni. Lo scopo è quello di avere sempre un ottimo livello qualitativo e trovare nuove “penne”, magari tra i giovani. Nel 2020 abbiamo avuto ben cinque esordienti assoluti, quest’anno chissà? Anzi se qualcuno tra i lettori vorrà provare a scrivere un racconto da inserire non ha che da contattarmi per avere tutte le informazioni, inviando una mail a tuttosotto2021@gmail.com . Sotto questi cieli, si potrebbe trovare chissà chi…