Torino, “Leggi che puniscono il negazionismo pongono una singolare eccezione alla libertà di parola e di stampa”: bufera sul comune di San Francesco Al Campo

E’ finito nella bufera il comune di San Francesco al Campo, piccolo comune del Torinese, che, nel giorno della memoria, ha pubblicato sul sito istituzionale un comunicato che riportava tesi negazioniste.

“L’Olocausto – si legge nella nota del Municipio – (dal greco ὁλόκαυστος: “hólos” = “tutto” + “kaustós” = “bruciato”), noto anche come “Shoah” (in ebraico השואה, HaShoah, “la catastrofe”), è stato l’omicidio di massa di ebrei avvenuto durante la seconda guerra mondiale per iniziativa della Germania nazista guidata da Adolf Hitler. 

Fin qui nulla di grave se non fosse che poi il comunicato prosegue: “… e perpetrato, secondo le tesi storiche tradizionaliste dominanti, secondo una sistematica e lucida volontà antisemita che voleva sterminare fisicamente il maggior numero di ebrei possibile”.

“Di recente – continua –  si sono affacciate teorie revisioniste che contestano la ricostruzione della strage dolosa, così come i numeri dei morti dichiarati dagli alleati vincitori (6 milioni), sostenendo che le morti siano state molto inferiori e per la maggior parte procurate dalle assai precarie condizioni igieniche dei campi di detenzione e dal loro sovraffollamento. Alcuni paesi, anche in virtù di questo revisionismo storico, hanno approvato leggi che puniscono come reato la negazione dell’olocausto, ponendo, di fatto, una singolare eccezione alla libertà di parola e di stampa”.

Il comunicato non è sfuggito alla  deputata Pd Chiara Gribaudo, che attacca il primo cittadino, Diego Coriasco:

L’orrore rimane dietro l’angolo, avevo scritto il 27 gennaio nella Giornata della Memoria. E purtroppo è proprio così.Il comune di San Francesco al Campo, in provincia di Torino, quel giorno ha dedicato all’Olocausto un vero e proprio comunicato negazionista. Sulla pagina del Comune potete leggere che lo sterminio di massa degli ebrei è un fatto riportato dalle “tesi storiche tradizionaliste dominanti”, e che le leggi che puniscono la negazione dell’Olocausto sono “una singolare eccezione alla libertà di parola e di stampa”. L’articolo dà poi spazio alle teorie revisioniste sostenendo che le morti siano state sovrastimate e che siano state causate dalle “condizioni igieniche” dei campi. 
Il sindaco di questo comune, Diego Coriasco, dovrebbe fare il prima possibile una visita ai campi di concentramento. Dovrebbe guardare quei forni e capire che sta giocando con la vita di milioni di uomini e donne. Dovrebbe parlare con chi è sopravvissuto a quell’orrore, come la senatrice Segre. Dovrebbe leggere le testimonianze trasmesse da Nedo Fiano e raccolte da Emanuele, suo figlio. Dovrebbe capire che con quell’articolo, pubblicato sul sito di un Comune italiano, macchia di infamia e disumanità non solo sè stesso, ma la comunità di San Francesco al Campo e in qualche modo tutto il nostro Paese, perchè i comuni per la Costituzione sono enti costitutivi della Repubblica. 
Questa vergogna deve essere cancellata, e se il sindaco non si rende conto di ciò che ha fatto, devono intervenire la prefettura di Torino e la magistratura. Perchè la libertà non c’entra niente con la negazione dell’odio nazifascista.

Dopo la bufera il sindaco di San Francesco al Campo ha replicato:

 

Cari concittadini di San Francesco al Campo, Il Sindaco Diego Coriasco desidera fare chiarezza sul post pubblicato nella giornata di Mercoledì 27 Gennaio 2021, GIORNO DELLA MEMORIA.
“ In merito alle polemiche sorte in seguito alla pubblicazione del nostro post sul sito internet del Comune e sulla pagina Facebook in occasione del Giorno della Memoria, desidero precisare che era nostra ferma intenzione commemorare il dramma dell’Olocausto.
Se avessimo voluto negarlo, semplicemente avremmo potuto ignorare la ricorrenza.
 Mi rendo conto che le parole e la forma usate nello scrivere il testo possono essere state interpretate nel modo non corretto.
 Tuttavia trovo assurdo e vergognoso che l’opposizione si appelli a un simile argomento per attaccarci.
 Mi auguro che la questione si chiuda qui, chi mi conosce sa bene che mai mi permetterei di mettere in dubbio il dramma di una realtà storica “.
Il Vostro Sindaco Diego Coriasco



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