Politecnico e APR inventano un ventilatore polmonare che consuma meno ossigeno del CPAP

Abbiamo tutti sentito parlare del CPAP, il ventilatore non invasivo a pressione continua positiva, utile per i pazienti COVID-19 in terapia intensiva. L’unico difetto di questo sistema è che consuma molto aria compressa e ossigeno mettendo in crisi gli impianti di distribuzione di gas medicali.

Il Politecnico di Torino insieme all’azienda APR hanno sviluppato una tecnologia sostenibile, sicura ed efficace: il DIVOC (Device for non-Invasive Ventilation with low Oxygen consumption in absence of environmental Contamination).

Si tratta di una ventilazione non invasiva indipendente dai circuiti di distribuzione di gas medicali e che risolve anche il problema della dispersione nell’ambiente di aerosol ricco di agenti patogeni, oltre che essere molto meno rumoroso del tradizionale CPAP.

“Lo stimolo per lo sviluppo di DIVOC nasce durante il lockdown, proprio dai momenti drammatici vissuti nelle terapie intensive prese d’assalto dal coronavirus. – afferma il professor Alberto Audenino, coordinatore di PAsTISs – In quel periodo soltanto due laboratori del Politecnico erano rimasti aperti, nel primo si valutavano le mascherine di nuova produzione, nel secondo iniziavamo lo studio di questo nuovo sistema di ventilazione meccanica non invasiva a circuito chiuso. È con rammarico che apprendiamo che in proprio in questi giorni le terapie intensive dei nostri ospedali sono entrate di nuovo in crisi per carenza di gas medicali. DIVOC risolve completamente questo problema: vorremmo che fosse già disponibile sul mercato. In ogni caso saremmo in grado di allestire immediatamente alcune decine di unità prototipali; in questo senso ci dichiariamo sin d’ora a disposizione delle istituzioni regionali e sanitarie.”