Bimba afghana ricoverata in stato di shock all’ospedale Regina Margherita di Torino dopo essere stata respinta al confine dalla Gendarmerie francese

Una bambina afghana di 10 anni è stata ricoverata in stato di shock all’ospedale Regina Margherita di Torino. La bimba insieme alla sua famiglia e altre 50 persone, bimbi compresi, nella notte tra giovedì 25 e venerdì 26, aveva cercato di raggiungere la Francia passando dal Monginevro, ma arrivati al confine sono stati respinti dalla Paf, il corpo di polizia francese che controlla le frontiere.
Il 26 verso l’ora di pranzo, i circa 50 migranti, sono stati riconsegnati alla polizia italiana e accompagnati al Rifugio Massi di Oulx.

Dopo qualche ora trascorsa al rifugio, la bambina ha smesso di parlare e di muoversi, mostrando di essere in uno stato di shock, inducendo i volontari di Rainbow4Africa a chiedere l’intervento di un’ambulanza per portare la piccola all’infantile di Torino per un consulto. In ambulanza, la bimba ha raccontato quanto accaduto la notte prima, affermando che la polizia francese, per fermare i profughi avrebbe esploso alcuni colpi in aria, versione già smentita dai francesi, anche se altre volte è stato raccontato da altre testimonianze come la polizia francese spari in aria per intimare i migranti di fermarsi.

Successivamente la madre della bambina, che accompagnava la figlia in ospedale ha raccontato, come la figlia avesse subito un grave trauma già tre anni fa, quando aveva sette anni e viveva ancora in Afghanistan, rimanendo ferita da una bomba causando delle forti ripercussioni a livello psicologico sulla piccola.
La bambina è stata visitata dagli specialisti del Regina Margherita, sta bene dal punto di vista clinico ma comunque in forte stato di shock.



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