Nel 2020 in Piemonte raccolte 25 mila tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche

Nel 2020 in Piemonte sono state raccolte 24.825 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Lo evidenzia il Rapporto Annuale 2020 del Centro di Coordinamento RAEE, l’istituzione che sintetizza i risultati conseguiti da tutti i Sistemi Collettivi che si occupano del ritiro presso i centri di raccolta e i luoghi di raggruppamento organizzati dalla distribuzione per la gestione dei rifiuti tecnologici in Italia.
Rispetto al 2019, la raccolta cresce del 6,1%, ma l’incremento è tutto concentrato nella sola provincia di Torino.

La raccolta dei RAEE del freddo e del clima (R1) evidenzia un calo di quasi 460 tonnellate, comune a tutte le province piemontesi e pari al -6,2% rispetto alla raccolta del 2019, per un totale di 7.333 tonnellate.
In netta crescita invece la raccolta dei grandi bianchi (R2) che con un +28,8% raggiunge le 8.420 tonnellate, quasi 1.900 in più dell’anno precedente, e ben al di sopra dell’incremento medio percentuale del raggruppamento in Italia (+9,2%). Cresce ma in misura molto più contenuto rispetto alla media del Nord Italia la raccolta di piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4), con un +1,4% per un totale di 4.911 tonnellate. Diminuiscono, in linea con il trend emerso nell’area Nord, i volumi di apparecchi con schermi (R3), che con un -1,4% si fermano a 4.484 tonnellate, e di sorgenti luminose (R5) che segnano un -6% per un totale di 134 tonnellate.

Anche nel 2020 la raccolta pro capite piemontese resta ben al di sotto sia della media dell’area di appartenenza (7,01 kg/ab) sia di quella nazionale (6,14 kg/ab): l’incremento del 5,5% lascia infatti il valore regionale a 5,67 kg/ab, al dodicesimo posto nel ranking nazionale e ultima nella sua area di riferimento.

Il contributo alla raccolta fornito dai luoghi di raggruppamento della distribuzione (LdR) che in media veicolano il 20% circa dei flussi regionali, apparentemente è in linea con i dati nazionali, ma risulta estremamente polarizzato su una sola provincia, come del resto è polarizzata tutta la raccolta.

Raccolta per province
La provincia di Torino, con 11.448 tonnellate, raccoglie poco meno della metà dei volumi complessivi regionali ed è anche quella che registra la crescita più elevata (+19,1%). A sostenere maggiormente questa performance è l’incremento in R2 che segna un +79,9%, in assoluto il più elevato della Regione, per un totale di 4.671 tonnellate, oltre 2.000 rispetto a quanto raccolto nel 2019. Cresce anche la raccolta in R4, ma a tassi molto più contenuti: +2,6% per un totale di 1.243 tonnellate. In contrazione invece la raccolta in R1 che perde 200 tonnellate (-5,3%), in R3 (-2,7%) e in R5 (-9,1%).
Segue con meno di 4.000 tonnellate e un calo del 4% rispetto al 2019 la provincia di Cuneo la cui raccolta si attesta a 3.951 tonnellate, con una contrazione in tutti i raggruppamenti, ad eccezione di R3 che segna un +1%.
Allineate, per volumi raccolti, le province di Novara e di Alessandria, con la prima che cresce del 2,1% per un totale di 2.594 tonnellate, in forza dell’incremento più elevato a livello regionale (+8,6%) in R4, e la seconda che invece cala leggermente (-0,7%) scendendo a 2.589 tonnellate nonostante la crescita, eccezione a livello regionale, in R5 (+24,8%).
La provincia di Verbano-Cusio-Ossola rimane stabile a 1.348 tonnellate (+0,07%), mentre quella di Vercelli perde il 6,7% per un totale di 1.241 tonnellate, con tutti i raggruppamenti in contrazione ad eccezione di R4.
In ultima posizione con i volumi più bassi di tutto il Nord Italia, le province di Biella e di Asti con, rispettivamente, 830 tonnellate (-14,1%) e 784 tonnellate (-7,8%,), un calo che coinvolge tutti i raggruppamenti.

La rete di raccolta risulta fortemente influenzata dal ruolo dei centri di raccolta comunali che raccolgono più del 99% dei volumi in tutte le province con l’unica e importante eccezione di Torino. Qui, infatti, le proporzioni si riequilibrano e il contributo dei CdR scende intorno al 56% in favore della raccolta veicolata dai luoghi di raggruppamento della distribuzione (LdR). Limitatamente al raggruppamento cinque, nella provincia di Alessandria il contributo alla raccolta risulta estremamente polarizzato dai centri di raccolta privati che pesano per l’11% circa della raccolta regionale; percentuale analoga anche per la raccolta veicolata, sempre limitatamente a R5, dagli installatori, la cui presenza è però più uniformemente distribuita tra le province.

La raccolta pro capite più alta spetta alla provincia di Verbano Cusio Ossola con 8,42 kg/ab, valore in calo dell’1,3% rispetto al 2019, subito seguita da Novara, a 7,07 kg/ab (+2,7%) e Vercelli, con 7,05 kg/ab, ma in forte riduzione (-9,5%). Si tratta delle uniche province a superare la media pro capite dell’area di appartenenza (7,01 kg/ab). Se invece si considera la media nazionale (6,14 kg/ab), si aggiunge la provincia di Cuneo, con un dato pro capite di 6,71 kg/ab in diminuzione del 4,3%. Inferiori alla media nazionale tutte le altre province: Alessandria a 6,06 kg/ab (-2,1%), Torino a 5,08 kg/ab, nonostante l’importante incremento percentuale (+19%), Biella a 4,64 Kg/ab (-15,8%, e) e Asti a 3,60 kg/ab (-9,2%), valore tra i più bassi a livello nazionale.

“I dati del Piemonte mostrano una situazione in chiaro scuro, espressione di grandi contraddizioni: al risultato sempre di buon livello della provincia di Verbano-Cusio-Ossola si contrappone il risultato della provincia di Asti che è inclusa nel novero delle peggiori 15 province italiane” commenta Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE. “Sempre Asti merita una particolare attenzione per la raccolta inesistente del raggruppamento 2, terz’ultimo dato in Italia superato, in peggio, solamente dalle province di Salerno e di Taranto. A questo si aggiunge una raccolta estremamente contenuta per il raggruppamento 4 della stessa provincia astigiana e di quella torinese, inserita nella top ten delle peggiori performance italiane per la raccolta del raggruppamento 3. È necessario che la Regione cresca sensibilmente sui dati di raccolta per non alimentare filiere che non possono che destare seri dubbi su una corretta gestione ambientale”.

“Riteniamo che sia di fondamentale importanza la raccolta e la gestione dei RAEE, sia sotto il profilo ambientale, sia sotto quello economico con il recupero di materiali preziosi nell’ottica di un’economia circolare” dichiara l’Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Matteo Marnati. “Per questo, da alcuni anni, la Regione sta investendo sia nello sviluppo delle raccolte porta a porta, con le quali si evita che i cittadini possano conferire erroneamente i piccoli rifiuti elettrici ed elettronici nei cassonetti dell’indifferenziato, sia nell’implementazione, distribuzione capillare sul territorio e ammodernamento dei centri di raccolta degli stessi RAEE. Obiettivo ancora da raggiungere è quello di innalzare la media pro capite”.



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