Otto anni di reclusione per la braidese che ha tentato di avvelenare il marito

Il verdetto di primo grado annunciato oggi, giovedì 6 maggio, al Tribunale di Asti condanna Laura Davico, 50enne braidese, a otto anni di reclusione per aver tentato di avvelenare il marito Domenico Dogliani, 56 anni. L’uomo era stato ricoverato all’ospedale Santo Spirito di Bra per una polmonite che nonostante le cure non mostrava miglioramento, da lì il sospetto dei medici che hanno segnalato il fatto ai carabinieri Nas. Le indagini, che si sono avvalse di una telecamera spia piazzata nella camera della vittima, hanno colto in flagranza Davico.

Per l’avvocato difensore della donna, Roberto Ponzio, si tratta di “una sentenza sbagliata e ingiusta. Secondo i nostri periti la quantità di sostanze somministrate in concreto non era idonea a uccidere. Inoltre non è stato evidenziato un grado di tossicità tale da causare la morte. Il signor Dogliani peraltro non ha manifestato sintomi indotti dall’assunzione, e non ci sono stati effetti sull’organismo, né pericoli per la sua vita. Attendiamo le motivazioni che dovranno anche indicarci il movente, rimasto ignoto, visto che tra i coniugi è emerso un saldo legame affettivo. Riteniamo che il trattamento sanzionatorio sia eccessivo e ricorreremo in appello”.



In questo articolo: