Covid, capacità vaccinale in Piemonte al primo posto a livello nazionale tra le Regioni più grandi. Cirio: “Sistema funziona”

Il Piemonte si colloca per percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale al primo posto a livello nazionale tra le Regioni più grandi e al terzo posto dopo Liguria e Basilicata a livello generale.

Lo afferma il presidente del Piemonte,  Alberto Cirio. Che spiega: “Questo vuol dire che il sistema funziona e che la macchina vaccinale va avanti decisa”.

La media attuale, vincolata alle dosi disponibili, è di 33.000 vaccini al giorno, ma la potenzialità è di oltre 50.000, come verificato con il test del 29 aprile, e da giugno salirà a 70-80.000 dosi giornaliere con l’avvio degli altri punti vaccinali pronti a partire, incluse le aziende e le farmacie, e in proporzione alla disponibilità di vaccini.

Il Piemonte ha raggiunto, dal 16 aprile a oggi, il 98% del target fissato dalla struttura commissariale nazionale.

Monitoraggio sanitario gratuito per chi ha avuto il Covid

Nel frattempo ieri l’assessore Luigi Genesio Icardi ha reso noto che la Giunta regionale ha approvato una delibera che stanzia 4,5 milioni di euro per consentire fino al 2023 il monitoraggio sanitario gratuito a chi ha contratto il Covid.

I centri vaccinali in Piemonte attivi sono 200, mentre 50 sono in fase di attivazione.

Finora 700, su oltre 1200 candidature, le aziende risultate idonee a diventare un centro vaccinale per i propri dipendenti e i loro familiari. Il generale Figliuolo oggi ha dato il via libera a partire dal 2 giugno alle vaccinazioni in azienda e il Piemonte è pronto a cogliere subito questa opportunità.

Circa 2000 i medici di famiglia che vaccinano, 900 in ambulatorio e gli altri negli hub pubblici

All’esercito del vaccino sì aggiungono poi circa 500 farmacie, con oltre 1500 operatori, che cominceranno a vaccinare entro la seconda settimana di giugno (nei prossimi giorni verrà comunicata la data esatta).



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