Polemica per la chiusura del punto nascite di Domodossola: donna costretta a partorire al pronto soccorso

Una donna di Druogno, al termine della gravidanza è stata costretta a partorire al D.E.A. dell’ospedale di Domodossola perché è chiuso il punto nascite per l’emergenza Covid. Seguita dal polo materno infantile dell’ospedale Castelli di Verbania, a 55 km di distanza da casa in Val Vigezzo. Era lì venerdì, ma i medici l’hanno mandata a casa perché sembrava non fosse ancora a termine, ma poi dopo poche ore, alle 7 di sabato sono iniziate le contrazioni e la corsa verso Verbania. A metà strada era imminente il parto tanto da costringere i neogenitori a fermarsi a Domodossola dove i medici hanno allestito una sala parto provvisoria. La bimba nata è sana e pesa 2 chili e 850 grammi. Sia la mamma che la neonata stanno bene e sono state trasferite al Castelli. “Attualmente – spiega l’Asl  – nell’ospedale è attivo il punto nascite solo per parti in urgenza, con la presenza diurna di un ginecologo e di un’ostetrica e con reperibilità notturna. Il pediatra garantisce la reperibilità sulle 24 ore. Appena si verificheranno le condizioni per garantire la presenza delle ostetriche e del personale infermieristico, sarà ripristinata l’organizzazione esistente nel periodo precedente all’emergenza Covid”.

Foto di Eippol CC BY-SA 3.0