Da qui all’Eternit, intervista con Giorgio Bona

L’incubo che ha segnato la storia di Casale Monferrato e della sua gente raccontato in un libro che non è una ricostruzione storica ma un romanzo. Con Da qui all’Eternit, Scritturapura.it, Giorgio Bona non racconta la storia dell’Eternit e dell’amianto che ha distrutto un paese, racconta una delle storie che hanno composto l’atroce mosaico.

Siamo a metà degli anni ’80 e il sindaco di Casale prende la difficile decisione di chiudere la fabbrica. Da qui parte la nostra storia. Trovate la recensione completa qui.

Giorgio Bona, cominciamo dal principio: perchè raccontare la storia dell’Eternit con un romanzo?

Frequentai negli anni 70 un istituto nella città di Casale Monferrato. Si può dire che in quella piccola città trascorsi quasi tutta la mia adolescenza.
Ero ospite di un convitto studentesco convenzionato con una trattoria che faceva prezzi molto popolari a noi studenti. Il luogo era frequentato anche da alcuni lavoratori della fabbrica e il gestore molte volte univa tutti in una grande tavolata. Ricordo ancora le loro tute blu alla fine dell’orario di lavoro impolverato dalla testa ai piedi.

La tua vicenda ci mostra le storie di alcuni casalesi che hanno ruoli molto diversi. Abbiamo il sindaco, i lavoratori, un giovane sportivo. E’ la dimostrazione che la questione ha coinvolto l’intera città?

I personaggi del libro sono di fantasia ma la storia si collega a fatti accaduti. Quella famosa ordinanza del sindaco che chiuse la fabbrica e proibito la produzione di amianto sul territorio la emise l’allora sindaco di Casale che fu anche mio professore all’istituto.

Secondo te come è stato possibile che non ci siano stati interventi sulla sicurezza dei lavoratori quando ormai erano chiari da anni i danni che stava provocando la fibra di amianto?

L’attenzione all’ambiente era molto irrilevante, per non parlare della sicurezza dei lavoratori. Se vogliamo dirla tutta sono problemi attuali ancora oggi visto i morti sul lavoro che abbiamo ogni anno. I sistemi di sicurezza non erano sufficienti e la dispersione della fibra era molto vasta. La città di Casale era seduta su una polveriera. Adesso la bonifica sta migliorando le cose notevolmente, ma il camino è lungo e ha lasciato strascichi dolorosi.

Qual è la situazione attuale a Casale e dintorni?

Seguo la vicenda Eternit attraverso la stampa. Questo romanzo, dove i personaggi sono pura invenzione, pur collocati dentro fatti di quegli anni, me la sono portata dentro per quasi cinquant’anni. Avevo molti amici a Casale. Qualcuno è morto a causa del male dal nome impronunciabile. A loro voglio dedicarlo.