A Torino sit-in di UniDad per chiedere che la Didattica a Distanza affianchi sempre quella in presenza

Continua l’impegno di UNIDAD – Universitari per la didattica a distanza integrata – in difesa della DAD, la modalità “innovativa” approntata dagli Atenei a partire da marzo 2020 per fronteggiare la crisi pandemica. L’organizzazione studentesca, nata a Torino ma che ad oggi raccoglie consensi su tutto il territorio nazionale, crede nelle potenzialità e nell’efficacia di tale strumento e ne chiede l’adozione certa e definitiva sin da oggi affiancandolo alla didattica in presenza. Il presupposto di partenza è semplice: il modello sperimentato finora, che prevede lezioni online fruibili in diretta streaming e videoregistrate, aiuterebbe tutti, ma in particolar modo quegli studenti impossibilitati a seguire le lezioni di persona per ragioni di lavoro, di salute propria o di un proprio familiare, ragioni economiche, o per impegni famigliari.

Dopo aver redatto il proprio manifesto e dopo essersi rivolta alle massime cariche istituzionali ottenendo poca attenzione, UNIDAD ha deciso di scendere in piazza e lo farà proprio a Torino, con un sit-in, il prossimo 29 ottobre alle ore 14:00 nei pressi di Palazzo Nuovo (via Sant’Ottavio, 20), sede principale dalla Scuola di Scienze Umanistiche di UniTo. Secondo il proposito degli organizzatori, sarà un evento all’insegna del dialogo costruttivo che servirà ad UNIDAD per presentarsi e per sensibilizzare studenti e docenti. L’obiettivo è diventare un punto di riferimento per tutti coloro che auspicano un futuro concreto per la didattica da remoto.

UNIDAD non intende osteggiare il rientro in aula e riconosce inequivocabilmente il valore e l’unicità della didattica tradizionale. Nondimeno, è convinta che questa possa convivere con la didattica digitale e ne promuove la prosecuzione e l’implementazione in tutti gli atenei nazionali quale strumento integrativo e complementare, non in sostituzione e mai in contrapposizione alle lezioni in presenza. Ciò permetterebbe inoltre di ottimizzare gli investimenti degli ultimi mesi e anni e di porre al riparo dal pericolo di spreco le risorse finora spese a tal fine, nonché di eliminare ulteriormente le discriminazioni verso tutti quegli studenti che non possono andare in aula per le ragioni più disparate, pur pagando le medesime tasse di coloro che possono seguire le lezioni in presenza.



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