Sono invalida, ho una carrozzina che pesa 130 kg e voglio vivere Torino. L’appello ai titolari dei locali

Valeria è invalida al 100% eppure riesce a muoversi autonomamente a Torino grazie alla sua carrozzina. In città è molto conosciuta, perchè ama frequentare concerti e vivere i locali cittadini, spesso in compagnia della sua cagnolina Luna. Non sempre però è per lei facile trovare la normalità cui ha diritto.

“Questa sono io seduta ad un tavolo dei Barbiturici a Vanchiglia con Luna. – scrive Valeria – I barbiturici è un locale bellissimo, si mangia e si beve da dio, ma confesso di amarlo soprattutto perché è completamente accessibile. Completamente vuol dire che io posso entrare e uscire senza chiedere: scusa, mi aiuti? Ne parlavo l’altra sera con alcuni amici con cui sono andata a The Others. L’entrata aveva un gradino e abbiamo dovuto chiedere di aprire l’altra entrata, quella senza gradino. Per carità, sono entrata senza problemi, ma non riesco a non domandarmi perché non hanno pensato di usare come entrata principale quella senza barriere. Capita spesso, in molti eventi, locali, negozi, che io debba mandare qualcuno a chiedere di mettere la pedana. E se fossi sola come capita spesso? E poi perché devo sempre chiedere aiuto? Voi non ci fate caso magari, ma che bello è entrare in un posto da sola, poi magari uscire per fare una telefonata o per chiacchierare con gli amici tabagisti e rientrare in autonomia. Il paradiso! Il paradosso è che quando devo chiedere aiuto per entrare vuol dire che sono già in una situazione di privilegio perché posso entrare.”

“È pieno di posti dove io non posso proprio entrare, anche con tutti gli aiuti del mondo. – continua Valeria – È pieno di circoli Arci completamente inaccessibili. Io ho la tessera ARCI da sempre, sono la socia arci che tutti vorrebbero avere: bevo, quindi consumo, e sono una frequentatrice assidua di concerti ed eventi. Dopo un anno e mezzo di pandemia non potete capire il dolore che mi prende ogni volta che leggo su fb che un evento a cui andrei di corsa è per me inaccessibile. È terribile. Soprattutto quando si tratta di circoli arci, dove l’inclusione dovrebbe essere alla base di tutto.”

E Valeria chiude lanciando un vero e proprio appello ai gestori dei locali e dei circoli di Torino:

“Per questo vi chiedo di pensarmi, ogni volta che organizzate un evento, visualizzate la mia carrozzina di 130 Kg e chiedetevi: esiste un ingresso che va bene anche per lei? Ok, il luogo è inaccessibile, come si può renderlo accessibile? A volte basta un pezzo di legno studiato bene e il gioco è fatto. E poi, i circoli arci è inaccettabile siano inaccessibili, aiutatemi a pensare a come lanciare una campagna di sensibilizzazione, è ora. Io sono qui.”



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