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Novara: 13enne al pronto soccorso, ma non fanno entrare il padre perché senza green pass
Nel pomeriggio di lunedì 8 novembre un padre ha portato la figlia 13enne in pronto soccorso all’ospedale Maggiore di Novara per un trauma al braccio. All’accettazione gli viene chiesto il green pass per poter accompagnare la figlia minorenne all’interno, ma lui ne è sprovvisto. Dal 23 ottobre tutti gli accompagnatori di pazienti disabili, minori di 18 anni, donne in stato di gravidanza, persone con disabilità fisica, psichica o cognitiva devono esibire il certificato vaccinale, mentre i pazienti no.
Dopo un po’ di discussione riguardo alla necessità di un genitore che accompagni la minorenne gli viene proposto di fare un tampone rapido e poi tornare, ma l’uomo dice che a quell’ora non era possibile e le farmacie li fanno solo su prenotazione. Ne consegue ulteriori discussioni e l’ospedale decide allora di farlo entrare ma bardato da capo a piedi di dispositivi di protezione individuale.
“Ovviamente quei dispositivi non mi erano imposti per la mia protezione, ma per la protezione degli altri, in quanto ero secondo loro un potenziale untore. Vorrei però sapere se è lecito subire, in un ospedale pubblico, oltre alle aggressioni verbali anche la discriminazione e l’umiliazione di fronte a tutte le persone presenti e a mia figlia”.
La direzione del Maggiore risponde che “le regole sono regole e valgono per tutti. Il Green pass è obbligatorio per tutti gli accompagnatori”.
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