Per la clinica Moldava Cristina Toncu è morta per Covid durante il prelievo degli ovociti per la fecondazione assistita

Il 26 agosto 2021 Cristina Toncu insieme al marito Stefan Arnaut si erano recati in una clinica di Chisinau in Moldavia per la procedura di prelievo degli ovociti per la fecondazione assistita. Durante l’intervento la trentenne cake designer di Chivasso è andata in arresto cardiaco e poi in coma senza più svegliarsi. È morta poi il 2 settembre. Secondo la clinica dopo l’autopsia la donna sarebbe morta per Covid, ma per la famiglia è una presa in giro e vuole arrivare al fondo della storia.

“Voglio rivolgermi all’amministrazione ospedaliera – spiega il marito -. Il medico si è anche preoccupato dei nostri soldi dicendo che a un certo punto finiremo le risorse. Ma noi vogliamo chiarezza e troveremo risorse per fare luce sul caso. Prometto di lottare per questo traguardo in memoria di Cristina”.

La procura ha aperto un procedimento penale e la famiglia, assistita dall’avvocato Sorina Arnaut, ha voluto procedere con la richiesta di un’altra perizia sul corpo della donna.

“Siamo sicuri che la morte di Cristina non sia avvenuta a causa del contagio da Covid  – spiega la legale -.Pensiamo si tratti di un’infezione e Cristina sia stata vittima di negligenza. Chiederemo un’altra perizia forense e se l’esito sarà lo stesso ci penseranno i periti stranieri”.

La clinica è certa si tratti di COVID-19, e secondo loro già il 28 agosto il tampone era risultato positivo. Ma la famiglia replica che nessuno li aveva avvisati della positività e neanche dopo il decesso è stato segnalato il contagio.

“Per circa quattro anni – ricorda Stefan-, abbiamo tentato di avere un figlio. Poi, confrontandoci con alcuni amici, abbiamo deciso di rivolgerci alla clinica privata della capitale, specializzata, appunto, nella fecondazione in vitro. Mi hanno chiamato solo tre ore dopo la sua morte”.