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Il Dott Davini e il virus covid mutante: il mondo è cambiato e dobbiamo essere prudenti per combattere il coronavirus. Alla fine saremo vaccinati, guariti o morti

Redazione Quotidiano Piemontese

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Il dott. Ottavio Davini autore di un famoso post dal titolo : Davini smonta le bufale contro il vaccino anti Covid-19 e spiega l’utilità del Green Pass interviene di nuovo sui social.

Il suo obiettivo è spiegare perchè non ha senso scambiarsi i green pass, perchè il mondo è cambiato e occorre essere prudenti, come funzionano le mutazioni dei virus e che questa primavera saremo quasi tutti vaccinati, guariti o morti.

IL MONDO È CAMBIATO e PER UN PO’ NON SARÀ PIÙ QUELLO DI PRIMA
Quelli che credono al complotto internazionale, al progetto del grande reset e al nuovo ordine mondiale possono fermarsi qui, e tornare nel loro onirico cyberspazio, possibilmente senza fare danni. Non sono pochi (come spiegato nel rapporto Censis n.d.r.), ma per fortuna per loro ci sono delle cure. Ma agli altri, a quelli che hanno paura, o che le multinazionali, e il governo, e l’OMS e la libertà e tutto il resto, agli altri vorrei far capire che il problema è semplice, ma serio. È un problema piccolissimo: le dimensioni di SARS-Cov-2 sono un centinaio di nanometri, più o meno, e se noi potessimo raccoglierli tutti, tutti quelli che girano oggi nel mondo, starebbero in una lattina
Ma è un problema fetente, come poche volte nella storia e sta scalando l’Hit parade delle pandemie che hanno colpito l’umanità: è già al sesto posto, dopo la Peste nera, il Vaiolo, la Spagnola, la Peste di Giustiniano e l’Aids; ma l’Aids ha fatto 30 milioni di morti in 40 anni, la Covid più di 5 milioni in 18 mesi.

Non è intelligente, non sceglie una strategia, ma cambia (“muta”) secondo le leggi dell’evoluzione, e quando muta è la sua versione (casuale) più contagiosa e sfuggente a prevalere.
Ormai dovrebbe essere evidente a tutti che ce lo porteremo dietro per un bel po’ di tempo, e che c’è solo una strategia per evitare che il mondo si debba fermare di nuovo: vaccinare, in fretta e tutti, in ogni angolo del globo. Tre volte non basterà? Forse no, ma lo sapremo solo vivendo (meglio che morendo).
È strano? No, lo facciamo già con molti vaccini (difterite, epatite B, etc), perché NON TUTTI I VIRUS e i BATTERI SONO UGUALI, e la risposta immunitaria al vaccino (come al contagio) cambia caso per caso (e da individuo a individuo).
Già, perché non è il vaccino che “combatte” il virus, ma la reazione del nostro sistema immunitario al vaccino, e con la Covid-19 abbiamo avuto conferma che anziani e malati hanno maggiori difficoltà a sviluppare una risposta adeguata, perché il loro sistema immunitario è meno efficace.
Non credo in astratto nella scienza (non è una religione) ma mi fido della comunità e del metodo scientifico e di migliaia di formidabili ricercatori in tutto il mondo, anche perché ne conosco qualcuno, ed è gente che si è fatta un culo nero per due anni. E mi fido più di loro che dei Twitter di @fragolina85, di certa TV d’accatto e dei siti complottisti (che a ben scavare lucrano sul panico).
Ho letto centinaia articoli, seguito conferenze e lezioni di chi ci ha lavorato, e ho visto quali enormi passi avanti siano stati fatti. Ma soprattutto ho pensato quale abisso ci fosse tra i ricercatori e i no-vax: incolmabile, e giustamente una pezza la mettono le Istituzioni.
Capisco chi ha paura, arrivando a negare le morti e le sofferenze – anche degli operatori – negli ospedali e nelle terapie intensive, ma vorrei potergli fargli comprendere che – purtroppo – ha ragione il Ministro della Salute tedesco: questa primavera saremo quasi tutti vaccinati, guariti o morti. E che i vaccinati hanno (molte) meno probabilità di essere morti quando arriverà l’equinozio.
Capisco chi non sa cosa sia un denominatore e quindi non comprenda la differenza nella mortalità tra vaccinati e non; chi non realizza come sia faticoso il percorso scientifico; che poche cose sono bianche e nere ma molto spesso sono grigie e che si procede per approssimazioni progressive; ma a tutti costoro chiederei di prendere coscienza dei loro limiti cognitivi, e fidarsi di chi di quelle cose si occupa da una vita: tutto quello che oggi ci offre la medicina moderna e che ha migliorato e prolungato la nostra vita è frutto di quel faticoso percorso. Chi ha un infarto, un trauma, un tumore, verrà curato (e molto spesso salvato) con strumenti o farmaci nati con lo stesso metodo scientifico che ci ha portato a questi vaccini. Che funzionano (vedi grafico).
Con il contributo (interessato, figuriamoci) di Big Pharma. (Tra parentesi: io non penso che Big Pharma sia una Onlus, ma solo l’industria farmaceutica ha i mezzi, l’organizzazione e il know-how per produrre miliardi di dosi di vaccini efficaci, quindi dobbiamo lavorare insieme a loro).
Capisco un po’ meno chi pensa che tutto questo attenti alla nostra libertà: io sento di appartenere a una comunità, e il mio interesse personale deve essere mediato con quello della collettività. Ora la priorità collettiva – nel pieno di un’emergenza pandemica – è la salute, e le appassionanti discussioni metafisiche magari le facciamo dopo, per prepararci alla prossima volta (perché ci sarà una prossima volta, anche se non sappiamo né il quando né il come). Un grande costituzionalista ha detto che la Costituzione è ciò che ci siamo dati da sobri a valere per i momenti in cui siamo ubriachi. Ebbene, la Costituzione parla di interesse della collettività, e noi adesso siamo tutti abbastanza alticci.
Capisco benissimo quelli che hanno fuso la moto, perché la demenza senile può colpire chiunque, qualunque scuola abbia fatto e qualunque pedigree abbia. Senza contare i disturbi narcisistici della personalità, che possono colpire anche fior d’intellettuali.
Capisco ancora di più – e mi disgustano – quelli che sguazzano nella palude del negazionismo per lucrare economicamente o politicamente.
Capisco anche chi – affetto da disturbi della psiche – non si raccapezzi più, e corra dietro a ogni tesi che meglio sostiene le sue paranoie.
Ma fortunatamente la maggior parte dei miei concittadini si affida (qualche volta con comprensibile ansia) alla comunità scientifica, alle decisioni che la politica – di solito – prende sulla base dei dati solidi e delle evidenze scientifiche.
Ma resta il fatto che tutti, ma proprio tutti, devono cominciare a capire quello che ho detto all’inizio: il mondo è cambiato, e per molto tempo non sarà più quello di prima.
Possiamo continuare a battere i piedi e strillare come bambini capricciosi, ma SARS-Cov-2 non se ne accorgerà. L’unica cosa che possiamo fare è accettare questo cambiamento, adattarci (è una delle grandi doti del sapiens), e ne usciremo: vaccinandoci e rispettando le regole. Magari anche facendole rispettare, quando vediamo che altri non lo fanno. Non prestando il nostro Green Pass, per esempio. O uscendo da un ristorante che non ci chiede di esibirlo. E ringraziando la sorte che questa pandemia è arrivata quando la scienza aveva strumenti per combatterla.

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