Seguici su

Alessandria

La Gabanelli ricorda il pericolo dei 270 mila litri di rifiuti radioattivi liquidi presenti a Saluggia

Redazione Quotidiano Piemontese

Pubblicato

il

Milena Gabanelli nella sua Data Room ha ricordato il pericolo legato ai rifiuti liquidi radioattivi presenti a Saluggia che da anni devono essere messi in sicurezza.

Nell’impianto di Saluggia si trovano 270 mila litri di rifiuti radioattivi liquidi e acidi, stoccati in serbatoi di acciaio costruiti negli anni ‘60.

A Saluggia è stoccato il 75% di tutta la radioattività presente sul territorio nazionale in un sito a 60 metri dal fiume Dora Baltea e sopra la falda dell’acquedotto del Monferrato. Dopo l’alluvione del 2000, Carlo Rubbia, ai tempi presidente dell’Enea, proprietaria del sito, mandò al Governo un rapporto che sosteneva che: “lo sversamento di una parte di quei liquidi renderebbe necessaria l’evacuazione delle sponde del Po fino al delta, e terreni e falde adiacenti inutilizzabili per decenni”.

Poco si sa sullo stato di di conservazione di questi rifiuti perché inaccessibili a causa dell’alta radioattività. Nel ‘77 la licenza di esercizio rilasciata ai gestori dell’impianto sosteneva che i rifiuti liquidi dovevano essere solidificati entro 5 anni. Ora ne sono 40 e i rifiuti sono ancora dove erano.

La storia parte nel 2012 quando Sogin affida a Saipem, la cementificazione dei rifiuti radioattivi. Il progetto Cemex doveva utilizzare impianti che consentissero di condurre le operazioni da remoto, dato l’alto livello di radioattività dei liquidi da trattare. Saipem ha consegnato il progetto nel 2013 ma poi sono iniziati i problemi

Saipem consegna il progetto nel 2013. Sogin lo approva nel 2015, ma poi non sa gestirlo. Nel 2017 l’amministratore delegato Desiata e il direttore dello smantellamento degli impianti del combustibile, ingegner Emanuele Fontani, aprono un contenzioso. Dopo un ultimatum di Saipem, Sogin risolve il contratto per manifesta incapacità.
Passano 3 anni e, a luglio 2020, viene bandita una gara. A settembre, pochi minuti prima della scadenza dei termini, presenta un’offerta un solo raggruppamento di imprese composto da: consorzio Stabile Teorema, consorzio Stabile Conpact, consorzio Stabile Infratech, Penta System srl. Tutte aziende medio piccole, senza alcuna esperienza nucleare né di grandi impianti. A maggio 2021 incassano un anticipo di 30 milioni. A oggi sono state istallate la gru e le baracche di cantiere. Come risulta da ispezione Isin, su 6,9 milioni di euro di attività programmate per il 2021 al 30 novembre ne erano state eseguite per 400 mila euro.

Nel 2000 è anche partita la ricerca del sito nazionale dove conferire tutti i rifiuti radioattivi e nel 2002 la Conferenza Stato Regioni ha prodotto una prima mappa di siti.  Nel gennaio 2021 vengono rese pubbliche le 12 aree considerate più adatte collocate in la provincia di Alessandria , di Torino e Viterbo.
I rifiuti presenti in Italia sono sediti in Inghilterra e in Francia per un ricondizionamento e poi riportati indietro senza sapere dove stoccarli pagando 50 milioni l’anno.

Iscrivi al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *