A Torino inaugura Indigeno, progetto di attivazione di comunità e rigenerazione urbana

Inaugura sabato 21 maggio INDIGENO, l’ambizioso progetto di attivazione di comunità e rigenerazione urbana – risultato primo beneficiario del bando ToNite – Area 2, lanciato dal Comune di Torino e finanziato nell’ambito del programma europeo UIA Urban Innovative Actions, volto a migliorare la vivibilità e sicurezza del Lungo Dora – che apre il suo viaggio con una mostra fotografica open air in Via Pallavicino, a firma di Arianna Arcara del collettivo CESURA, e a cura di Giangavino Pazzola per CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, e il percorso di arte muraria e interventi pittorici de Il Cerchio e le gocce.

INDIGENO vuole costruire una comunità partecipata e solidale attraverso un percorso di arte urbana, mirando alla comprensione e alla consapevolezza di tutte le diversità socio culturali che compongono il quartiere in cui convivono OFF TOPIC, il complesso di case popolari di Via Farini e il Campus Einaudi, L’arte, quindi, diventa uno strumento, per favorire la creazione di nuove relazioni, ma anche la riqualificazione e lo sviluppo dell’area; nuovi modi di abitare e vivere la zona.

Un’ampia progettualità: dall’esposizione fotografica al percorso d’arte muraria, passando da incontri con gli abitanti e le abitanti dell’area coinvolta, ma anche da spettacoli teatrali partecipativi, laboratori artistici e attività sportive per bambinə e ragazzə, oltre a una biblioteca e la creazione di un documentario – realizzato da Associazione Quore APS (Associazione per i diritti LGBT+) in collaborazione con il Torino Youth Centre e l’Associazione Museo Nazionale del Cinemache – che raccoglie le storie di chi questo quartiere lo vive. Un lungo percorso di progettazione che mira a rivitalizzare l’identità del quartiere, che possa essere volano per la costruzione di uno spazio più vivibile e sicuro, dove l’attivazione di un percorso artistico rinnovi la fruizione di una parte di città.

Storie di vita, volti e trasformazioni delle zone limitrofe al fiume Dora, nell’area collocata alle spalle degli ex-gasometri sono al centro della mostra INDIGENO – Archivio di Pluralità. Fino a domenica 16 ottobre, un’esposizione fotografica a cielo aperto in Via Pallavicino a firma del collettivo CESURA e a cura di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia per presentare e raccontare lo sguardo sulla quotidianità di un quartiere complesso ed eterogeneo, mediante il coinvolgimento delle persone che lo abitano, associazioni e attività produttive, all’interno di un processo creativo di comunità.

Durante il periodo trascorso in Via Pallavicino, la fotografa Arianna Arcara ha ritratto gli abitanti, coinvolti in prima persona in un processo di storytelling collettivo con l’obiettivo di ricostruire, documentare e immaginare la storia del quartiere.

Le fotografie incluse nel percorso espositivo sono di tre tipi: immagini storiche raccolte negli archivi di famiglia e di enti basati nel quartiere come Italgas, scatti autoriali realizzati da Arcara e fotografie realizzate dai partecipanti ai workshop. In questo modo, attraverso l’innesco di una relazione intima e profonda che caratterizza la ricerca dell’artista, Arcara ricostruisce memoria, percezione e aspettative dei residenti, in un viaggio che si muove da spazi ordinari per immaginare una nuova visione. Se lo scopo della mostra è quello di raccontare la storia di diverse trasformazioni che hanno e continuano a caratterizzare la storia del quartiere, il valore dell’operazione di Arcara risiede non solo nel forte impatto estetico delle sue immagini in spazio pubblico ma anche nella capacità di usare il mezzo fotografico per instaurare relazioni e processi di inclusione tra fotografia e quotidiano, rivelando l’aspetto più prettamente politico del suo modo di guardare.

Nasce in quest’ottica di rigenerazione urbana, anche il progetto di Arte Urbana a cura de Il Cerchio e le Gocce, con interventi di pittura murale che saranno realizzati sulle pareti della residenza universitaria Olimpia, sui temi dell’inclusività, dell’uguaglianza e dell’equità sociale.

Gli artisti Aris e Giorgio Bartocci restaureranno inoltre il proprio intervento sul muro di Off Topic. La particolare dinamica di progettazione adottata per questo ciclo d’interventi di Arte Urbana sarà assolutamente peculiare ed innovativa: oltre ad una connessione cromatica a sviluppo circolare rispetto alla posizione dei muri, ciascuno degli interventi sarà reciprocamente connesso a quello adiacente tramite l’inserimento di alcuni dettagli da parte dell’artista che interviene nella superficie più prossima.

Un talk nella giornata di lunedì 23 maggio nell’ambito del Salone del Libro, all’interno dello spazio dedicato alla Regione Piemonte a partire dalle ore 18, dà il via alla presentazione del progetto con un focus sulla tematica della rigenerazione urbana e le comunità partecipate del territorio, che si unisce al ciclo di interventi, workshop ed eventi divulgativi sulle tematiche dell’attivazione territoriale nell’ambito di Erasmus Plus e dei suoi partner progettuali: EUNIVERSITY, Fundacion Uxio Novoneyra. Di rigenerazione urbana e cambiamento si parlerà anche durante il Festival Archivissima (9-12 giugno), grazie a un talk a più voci dedicato alla trasformazione degli spazi urbani e del tessuto cittadino, attraverso le testimonianze d’archivio.

Martedì 24 maggio, “SID – Fin qui tutto bene” è il primo studio aperto al pubblico della nuova produzione teatrale di Cubo Teatro, con Alberto Boubakar Malanchino e la regia di Girolamo Lucania. Lo spettacolo, liberamente tratto dal romanzo di finzione di Paul Smaïl, Alí il Magnifico, è

frutto dell’incrocio tra le attività di INDIGENO e PLAY OFF, nato dalla volontà di indagare il quartiere multietcnico su cui agiscono i progetti, e le forti fragilità socio-economiche che lo caratterizzano. “SID – Fin qui tutto bene” è parte della stagione 21/22 “Over the rainbow” di Fertili Terreni Teatro e della 10° edizione del Torino Fringe Festival.

Il Festival dei Cortili dà il via, per tutti i week-end dell’estate a partire da giugno, a un dialogo multi-etnico tra i cortili del complesso di Via farini e il cortile di OFF TOPIC, attraverso rappresentazioni teatrali e musicali che partono da racconti, storie e aneddoti raccolti dagli abitanti e dalle abitanti della zona.

Il Festival dei Cortili rappresenta il frutto finale del progetto PLAY OFF a cura di Cubo Teatro in collaborazione con le realtà del Torino Youth Centre, selezionato nel 2021 dal Bando 5 della Regione Piemonte “Sostegno a progetti di rilevanza locale promossi da soggetti del Terzo Settore” che in questi mesi ha visto l’organizzazione di laboratori artistici e creativi per bambinə e adolescenti, per l’attivazione e il coinvolgimento attivo della popolazione del quartiere, al fine di costruire il racconto di un sistema complesso dal punto di vista etnico e sociale. Il Festival termina il suo percorso il 4 settembre con lo spettacolo “Una storia indigena”.

Il progetto INDIGENO nasce da Torino Youth Centre / OFF TOPIC in partnership con Goodness AC, Cubo Teatro, Klug APS e Il Cerchio e le Gocce, in collaborazione con il collettivo fotografico CESURA, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Associazione Quore, Archivissima – Il festival e la Notte degli Archivi e Associazione Museo Nazionale del Cinema, ed è realizzato nell’ambito di ToNite e cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nell’ambito del Programma UIA – Urban Innovative Actions

Foto Dalla serie “Indigeno” ©Arianna Arcara Roberta, Torino, Italia, 2022



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