Codiretti Torino: “Non sfruttate i campi per nuova edificazione, bonificate le aree industriali dismesse”

Dopo l’incontro di Front tra il presidente della Regione, Alberto Cirio, la Città metropolitana e i sindaci del territorio, Coldiretti Torino spiega di nuovo di non accettare l’impatto sui terreni agricoli causato dal progetto attuale di questa nuova infrastruttura viaria.

La variante è, infatti, un’opera concepita oltre 30 anni fa con un progetto preliminare che prevede il sacrificio dei campi migliori di Lombardore e Front.

“Chiediamo un tracciato che tenga conto del valore produttivo e ambientale dei campi coltivati – dichiara il presidente di Coldiretti Torino, Sergio Barone – Non possiamo accettare che le vicine colline argillose improduttive siano salvaguardate grazie al loro inserimento in un Sito di importanza comunitaria della Rete Natura mentre i campi con suolo fertile si possano devastare”.

Lo stesso attacco al suolo agricolo viene portato avanti con la scelta di localizzare i nuovi ospedali previsti dalla sanità piemontese proprio su campi fertili, come sta accadendo per i siti ipotizzati per il nuovo ospedale di Ivrea e per quello di Moncalieri.

“Così come siamo i primi a sostenere una sanità decentrata, di alto livello, al servizio di chi, come noi agricoltori, abita i territori. Ma non possiamo accettare che i campi siano i primi spazi a essere espropriati perché non si ha il coraggio di avviare una vera politica di riutilizzo del suolo già compromesso dalla storia industriale piemontese e dall’urbanizzazione selvaggia degli anni passati”, conclude Barone.



In questo articolo: