Torino: dipendente sospeso da Asl perché non vaccinato, giudice impone reintegro

La Sezione Lavoro del Tribunale di Torino ha dichiarato l’illegittimità del provvedimento di sospensione irrogato da una Azienda Sanitaria Locale del territorio a un proprio dipendente per inottemperanza all’obbligo vaccinale anti-Covid-19.

Il lavoratore, impugnando il provvedimento dell’Asl, ha presentato ricorso, evidenziando che le proprie mansioni di carattere amministrativo non richiedevano contatto con altro personale o utenza esterna, e tra il 2020 il 2021 aveva già lavorato in modalità agile; una modalità – ha evidenziato il dipendente – con cui si potevano svolgere anche le mansioni attualmente assegnate dall’azienda.

Nel ricorso, presentato dai suoi difensori Valerio Savino e Fabio Pansera, del Foro di Torino, il lavoratore ha sostenuto quindi l’inapplicabilità nei suoi confronti dell’obbligo vaccinale previsto dai decreti ministeriali, oltre a sostenere il dovere dell’Asl di consentirgli di svolgere il lavoro in modalità agile. O, in alternativa, di destinarlo a mansioni che non prevedessero contatti interpersonali.

Il giudice Lorenzo Audisio, fanno sapere i legali, ha dichiarato l’illegittimità della sospensione del dipendente e ha imposto all’azienda il suo reintegro nel posto di lavoro, condannando l’Asl al pagamento delle somme previste nel periodo in cui il lavoratore è stato sospeso.



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