Siccità, nuova dimostrazione di Extinction Rebellion: sirene morte alla sorgente del Po

Questa mattina, un gruppo di attiviste di Extinction Rebellion ha messo in scena una nuova singolare forma di protesta, sdraiandosi – vestiti da Sirene morte – intorno alla sorgente del Po, a Pian del Re (Crissolo). Ancora una volta, le attiviste del movimento internazionale cercano di richiamare l’attenzione della cittadinanza e del mondo politico sulla gravissima siccità che l’Italia intera sta vivendo e sulle drammatiche conseguenze che questa crisi sta causando anche nei territori piemontesi.

Non è la prima volta che le Sirene fanno la loro comparsa nelle azioni di Extinction Rebellion. La prima volta nel Luglio 2021, a Venezia, in occasione del G20. La seconda, il 17 febbraio 2022, sulle secche del Po formatesi davanti ai Murazzi di Torino a causa della prolungata siccità.

A distanza di mesi, il deficit idrico è ulteriormente peggiorato tanto da far convocare uno stato di allerta nazionale. La piccola secca torinese che gli attivisti denunciavano già a febbraio, oggi si è infatti allargata notevolmente ed è ormai invasa dalle alghe, che stanno proliferando fuori controllo in tutto il tratto cittadino del fiume, causando un forte odore di putrefazione difficile da ignorare.

Le sirene sono personaggi mitologici nati dalla fantasia umana, figlie del desiderio di bellezza, sensualità e meraviglia” racconta Bianca, vestita da sirena. “Hanno popolato i sogni di bambini con le storie che ci venivano raccontate per addormentarci e le troviamo, da adulti, nei poemi che leggiamo per abbandonarci al meraviglioso mondo del mito”. Le sirene, infatti, da sempre popolano la fantasia di artisti, poeti, musicisti e scrittori. La fantasia che prende corpo nei dipinti, nei teatri, nella musica, nelle poesie e nelle opere d’arte.

Ma “in un mondo devastato da catastrofi naturali e dalle guerre per l’accesso alle materie prime, che spazio rimane per il gioco, la bellezza, la poesia e l’arte?” ci chiede Leonora, anche lei vestita da sirena. Dalla foce alla sorgente, le Sirene di Extinction Rebellion ci invitano simbolicamente a riscoprire quello che un tempo era “il grande fiume Po”, lungo il cui corso civiltà millenarie hanno potuto prosperare. L’antico Eridano dei Romani, ispiratore di Ovidio, Ariosto e Petrarca. Quello che Paolo Rumiz chiama “il serpente di pianura, lento e sinuoso, perfetto, unico in Europa” che oggi, in moltissimi tratti, è praticamente scomparso.

L’iniziativa di oggi si inserisce in un più ampio programma di iniziative che Extinction Rebellion sta attuando da tempo direttamente nei territori colpiti da questa gravissima crisi idrica. Dopo le numerose denunce e i cinque fogli di via ricevuti il 25 luglio a Torino, gli attivisti non demordono.

Continuano infatti le numerose iniziative che si pongono l’obiettivo di richiamare l’attenzione della cittadinanza e, allo stesso tempo, fare pressione sul governo regionale del Piemonte affinché finalmente agisca in modo strutturale per contrastare gli effetti della crisi climatica ed ecologica. Effetti che, al contrario di quanto affermato dall’Assessore Marnati sulle pagine di Repubblica del 30 Luglio scorso, proprio all’indomani della chiusura del Climate Social Camp, hanno già causato danni irreparabili alle attività agricole di tutto il Piemonte e dell’Italia intera.



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