Decreto legge contro i rave, Chiara Appendino: “Ci opporremo”

Organizzare e partecipare ai rave party sarà reato, il 434-bis, punibile con pene fino a 6 anni di reclusione. Durante il primo Consiglio dei ministri operativo arriva la stretta del centrodestra sui raduni illegali. Ma dopo poco più di 48 ore dall’approvazione in Consiglio dei ministri e dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il dl anti-rave potrebbe subire le prime modifiche.

A riguardo si è espressa anche l’ex sindaca di Torino e deputata M5S, Chiara Appendino, che scrive:

Il decreto legge contro i rave (che con i rave ha poco a che fare) è stato approvato in fretta e furia dal governo come fosse l’emergenza del Paese. In realtà è tanto inutile quanto pericoloso, al punto che la stessa maggioranza sta correndo ai ripari per modificarlo in Parlamento.
Inutile perché, come dimostra la gestione stessa del rave di Modena da parte delle forze dell’ordine, le norme per affrontare efficacemente queste situazioni ci sono già.
Pericoloso, invece, perché rappresenta una minaccia al diritto di manifestare come ravvisato già da autorevoli giuristi che lo ritengono anticostituzionale.
La richiesta di sicurezza è un tema reale e più che legittimo. Quando ero Sindaca, però, nessun cittadino mi ha mai fermato per strada chiedendomi di risolvere il problema dei rave party. Mi chiedevano e mi chiedono tutt’ora di garantire un’adeguata presenza di forze dell’ordine sul territorio, di risolvere l’annosa questione dei campi rom, di intervenire sulle occupazioni abusive e di non rivedere gli spacciatori agli angoli delle strade appena pochi giorni dopo il loro arresto.
Da un Ministro che è stato un Prefetto competente, come Piantedosi, mi sarei aspettata interventi sulla sicurezza urbana e nazionale per dare risposte concrete a queste urgenze con cui i cittadini hanno quotidianamente a che fare. Non mi sarei aspettata interventi scritti male, strumentali, che minano le libertà fondamentali di ognuno di noi.
Ci opporremo per fermare questo decreto che viene agitato solo per distrarre dalle questioni reali – come il carobollette – su cui la risposta di questo Governo ancora latita.