Marco Stefanelli e Matteo Thiela a colloquio sulla storia del costume

Anticipata a luglio con un allestimento, ‘Orogenesi’, che suggeriva l’inizio del dialogo tra la Galleria Marco Polo (corso Vittorio Emanuele II 86), spazio pieno, affetto da horror vacui, e l’opera plastica di Marco Stefanelli, durante il periodo dell’arte contemporanea la mostra diventa un dialogo a più voci.

Mentre nella preview, sinuose come i tessuti stropicciati da Issey Miyake le opere d’arte di Stefanelli sono state esposte in un colloquio con la storia del costume, a novembre la conversazione si instaurerà con lo stilista artista torinese Matteo Thiela.

“Collegare l’opera artistica, che trae genesi da svariati percorsi individuali, alla moda, alla forma, al taglio, alla storia di famosi couturier o di giovani designer è il contributo che vorrei nascesse da queste compresenze – dichiara Monica Bruno curatrice della performance e titolare della galleria –. Oggi l’unione perfetta di visioni e creazioni si è avverata nell’incontro tra artista e stilista”.

Le opere di Matteo Thiela, utilizzando le parole di Anna Pironti, responsabile Capo Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea sono “abiti, intesi come dispositivi da indossare, straordinarie macchine del tempo per situarsi in un passato arcaico e remoto oppure in una dimensione futura, algida, rarefatta, perfetta”.

Durante la performance in galleria, sabato 5 novembre, dalle ore 20 alle 23, Matteo Thiela creerà su manichini che ruotano, un derviscio dell’economia circolare che intreccia fili preziosi e non, oggetti di scarto e di recupero tessile accanto a pregiati lustrini. Nascono sculture cave da indossare, armature leggiadre che suggeriscono l’eterno intreccio della trama e dell’ordito, il taglio delle Parche, l’ancestrale gesto del coprirsi e dell’abitare un involucro. Stefanelli invece, in contemporanea, realizzerà una sua scultura. Il risultato sarà un’esperienza, una conversazione nuova, fra due artisti che parlano attraverso le loro opere.

Nelle ‘Orogenesi’ d Marco Stefanelli la materia stampata possiede la memoria del legno a rappresentare il mondo vegetale; i tagli geometrici e colorati che solcano le superfici attraversandole, tracciano i confini netti di tutto ciò che non è naturale. È l’intervento dell’uomo, la razionalità, la pulsione al controllo sull’apparente caos del mondo.

Thiela sembra partire da memorie condivise, da intrecci di fili che sono radici e cortecce, e approda alle medesime conclusioni di gestione del caos, un manichino che ruota nello spazio, che con l’intervento accondiscendente dell’uomo diventa opera artistica di couture.

“I due creatori, l’artista è lo stilista, sono l’essenza perfetta dell’homo faber, del saper fare ad artem che passa attraverso le mani dell’uomo – afferma ancora Monica Bruno -. Sabato sera, notte delle arti contemporanee, il fulcro dell’esposizione sarà un intenso evento d’arte donato al pubblico. A fianco alle loro opere esposte, in perpetuo dialogo, Marco e Matteo realizzeranno parte di un loro lavoro direttamente in galleria.

Matteo regalerà al pubblico lo spettacolo incantatore di un manichino che danza nello spazio accompagnato dalle sue mani che lo rivestono, Marco lavorerà simulando la genesi di una sua opera stratificata come la nascita di una catena montuosa.



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