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Cultura

Il programma di Differenti Sensazioni alle Officine Caos di Torino

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Con How things go, prima nazionale della nuova creazione della compagnia internazionale Bauman&Henderson, venerdì 27 gennaio riprende alle Officine CAOS la programmazione di Differenti Sensazioni, che fino al 28 aprile presenta 14 spettacoli, 3 compagnie internazionali, 5 italiane e 6 torinesi.

Il progetto Differenti Sensazioni, nato negli anni’80 per iniziativa di Stalker Teatro, dedica da sempre una particolare attenzione alla scoperta di compagnie e giovani talenti, spaziando dal teatro di parola alla danza contemporanea, dalla performance visiva a opere che attingono a molteplici modalità di espressione artistica. La stagione propone inoltre attività collaterali, incontri e mostre. “Differenti Sensazioni, grazie al sostegno degli enti pubblici e privati, all’ampio partenariato di collaborazioni e al riconoscimento di reti internazionali – dice Gabriele Boccacini, direttore artistico di Stalker Teatro/Officine CAOS si attesta storicamente come uno tra i più longevi e significativi progetti italiani dedicati agli esponenti più originali della scena italiana e internazionale. La caratteristica concezione del programma, con l’avvicendarsi di diverse forme spettacolari, offre di volta in volta agli spettatori diversi stimoli e declinazioni della performance dal vivo”.Un programma messo a punto attraverso diversi canali, spiega Stefano Bosco, project manager di Officine Caos. “L’attività di networking, che ci mette in costante relazione con realtà simili alla nostra in tutto il mondo, è consolidata dalla partecipazione della compagnia Stalker Teatro a numerosi festival internazionali, come il Seoul international Festival in Corea del sud, a ottobre 2022. A questo si aggiungono l’attività di scouting rivolta agli artisti del territorio e gli esiti delle residenze artistiche, che richiamano a Officine Caos alcuni tra i più stimolanti giovani performer italiani”.

Riprende inoltre la consuetudine dell’appuntamento conviviale che segue ogni spettacolo, opportunità di confronto diretto fra gli artisti e il pubblico, sempre più giovane e curioso, come ha confermato un sondaggio realizzato durante l’edizione 2022.

Il calendario propone spettacoli ogni venerdì, fino al 28 aprile. Tutte le serate sono alle 21, a ingresso gratuito su prenotazione.

Venerdì 27 gennaio
HOW THINGS GO di Baumann&Henderson (Germania, Svizzera Stati Uniti)
La performance della compagnia, che raduna artisti di varie estrazioni e diverse nazionalità, è presentata in prima nazionale. Il lavoro combina la danza, il teatro fisico e visivo con l’arte del fumetto, ed è liberamente ispirata a The Way Things Go (1987), il docu-film del duo di artisti svizzeri Fischli & Weiss che documenta una lunga sequenza di accadimenti legati a oggetti di uso quotidiano, e fa riferimento alla tradizione del cinema muto e dei suoi fondatori, tra i quali Chaplin, Keaton e Llyod. In How Things Go due ragazzi cercano di costruire qualcosa di straordinario per la loro vita. Lungo il percorso, il loro incontro con gli oggetti provoca una catena di reazioni, dove il fallimento è insito nell’architettura dello spazio. Ma senza arrendersi o perdere il loro senso dell’umorismo continuano a rotolare, testardi, come un sasso che cade nell’acqua.
(Trailer dello spettacolo https://vimeo.com/501444374)

Venerdì 3 febbraio
LA NOTTE di Bartoli – Bressan (Torino)
La notte è una performance sonora e visiva. Per il poeta è un viaggio di esperienza, di iniziazione, di conoscenza, nell’eros e nei bordelli. Qual ponte, muti chiedemmo, qual ponte abbiamo noi gettato sull’infinito, che tutto ci appare ombra di eternità? Così scrive nei Canti Orfici il poeta Dino Campana, e a noi le sue parole appaiono come formule misteriose, magiche. E possiamo allentare le briglie della ragione e farci condurre da suggestioni emotive e sensoriali, immergendoci in una realtà altra, interiore, dissociata, inconscia. Con lo sguardo al cielo. A notte fonda, magari.

Venerdì 10 febbraio
IL MIO BACIO ERA MELOGRANO – Laboratori Permanenti (Arezzo)
Un recital dedicato a Federico Garcia Lorca, che mette in scena il suo universo sfaccettato di poeta, cantore, ragazzo, uomo innamorato della vita, degli uomini, del mondo. Intelligente, spavaldo nello scrivere, capace di utilizzare la lezione del surrealismo senza perdere di vista il valore della parola, di usare la disarmonia come possibilità di modulazione. Passo dopo passo, accompagnano il percorso le musiche composte per l’occasione, che consegnano una partitura sfaccettata e intima.

Venerdì 17 febbraio
BEAST WITHOUT BEAUTY – C&C Company (Bologna)
Uno studio cinico e irriverente sugli archetipi della miseria umana, sula crudeltà delle relazioni interpersonali. Una commedia dell’assurdo, un tuffo nel nonsense e nell’ironia nera. Un aristocratico gioco perverso di corteggiamento, in un clima di violenza nascosta, taciuta, color pastello, che porta irrimediabilmente al massacro e all’estinzione: non ci saranno vincitori, ma solo vinti.

Venerdì 24 febbraio
BLIND NARCISSIST di Hani Dance (Lussemburgo)
L’opera racconta la storia d’amore autodistruttiva di un giovane uomo con un narcisista. In questa relazione, in cui il partner rivolge tutta la sua passione solo a se stesso, si crea uno squilibrio che porta inevitabilmente a una lotta spietata. Saeed Hani lavora nelle sue produzioni non solo con il mezzo della danza contemporanea, e integra elementi di arte visiva, arte del nudo e arte spaziale in una composita performance interdisciplinare.

Venerdì 3 marzo
IL MIO CORPO È COME UN MONTE – Collettivo Effe/Giulia Odetto (Torino)
Un lavoro di accostamento fisico e visivo per contemplare la possibilità di un desiderio razionalmente irrealizzabile: voler essere una montagna. Sfruttando la componente ipnotica della performance e dell’installazione visiva e sonora, Il mio corpo è come un monte avvicina lo spettatore ad un diverso stato di percezione, non affidato alla comprensione logica di quanto accade in scena: un percorso di accettazione dell’irrazionale.

Venerdì 10 marzo
ECO DEL MONDO – Tecnologia Filosofica (Torino)
Arlecchino senza parole, nell’eco della piazza di una città ideale, metafisica: un caleidoscopio sull’Adesso e sul senso del fare arte oggi. Un paese che è nato da tanti pezzi in cui Arlecchino si specchia come nel celebre dipinto di Picasso, invitandoci a riflettere sulla fragilità della condizione umana dinanzi ai crocicchi della vita. Che fare davanti allo spettacolo del mondo frantumato? Come è potuto succedere? Ricostruire? Cosa può rinascere dalle macerie?

Venerdì 17 marzo
ALTER (work in progress) – Stalker Teatro (Torino)
L’arte contemporanea, nelle sue diverse manifestazioni, è spesso lontana dalla fruizione dei cittadini, anche se le sue opere e la ricaduta della ricerca sviluppata in questo campo sono di fatto parte della vita di tutti i giorni. Attualmente non sono molte le azioni mirate a un maggiore protagonismo ed ampliamento dei fruitori dell’arte contemporanea e spesso le proposte convergono in contesti specializzati. La Compagnia Stalker Teatro, che trova la sua principale mission nel campo dell’interazione fra il sociale e le arti contemporanee, individua il proprio ambito d’azione nei territori meno favoriti dalla diffusione delle proposte culturali. Tra le suggestioni di Alter, gli esiti del progetto Metropolitan Art.

Venerdì 24 marzo
ADELPHIA – Vintulera Teatro (Napoli)
Il lavoro è ispirato all’Antigone di Sofocle e a Ismene di Ghiannis Ritsos. Dall’insanabile antinomia fra Legge e Giustizia nasce una creazione che dà vita sia a una parola che ama, comprende, accoglie, rinsalda, che a una parola che offende, scava, lotta, uccide. Qui Antigone e Ismene, le due sorelle, emergono solitarie dalle opere di Sofocle e Ritsos, rievocandosi l’un l’altra oltre spazio e tempo, per ricongiungersi e fondersi in unica carne, lnel’inestricabile legame che è Adèlphia, fratellanza! Sentimento la cui mancanza è causa di tutti i contrasti più laceranti della tragedia perfetta: ribellione-obbedienza, pìetas-potere, arcaicità-pòlis, destino-libertà, pace-guerra.

Venerdì 31 marzo
ELEGIA delle cose perdute – Zerogrammi (Torino)
Elegia delle cose perdute è una riscrittura in danza dal romanzo I Poveri dello scrittore e storico portoghese Raul Brandão. Il paesaggio evocato ha la forma dell’esilio, della nostalgia, della tedesca sehnsucht, della memoria come materia che determina la traccia delle nostre radici e identità e, al contempo, la separazione da esse e il sentimento di esilio morale che ne scaturisce. Nell’indagine intorno al topos dell’esilio, questa creazione racconta la condizione morale che riguarda chiunque si senta estraneo al mondo in cui vive, collocandolo in uno stato di sospensione tra passato e futuro, speranza e nostalgia.

Venerdì 7 aprile
T.R.I.P.O.F.O.B.I.A – Ivona (Italia)
La tripofobia è il timore o la repulsione che derivano dalla vista di pattern costituiti da piccole figure geometriche ravvicinate, come un alveare. Dalle note di regia: Siamo due corpi che si incanalano negli schemi ai quali questa fobia fa riferimento. Muovendoci con forme geometriche alternate e precise, ci districhiamo tra cunicoli bui e privi di aria. Indaghiamo il dualismo tra equilibrio e disequilibrio, ma soprattutto il paradosso dell’irrazionalità della paura umana.

Venerdì 14 aprile
CALL ME conferenza sullo scomparire – Lucia di Piero (Terni, Venezia)
Attraverso le chiavi dello humor e della parodia, basandosi sulla complicità e la partecipazione del pubblico, quest’opera invita a confrontarsi con il mistero che si cela nei nostri corpi (umani e non) in continua trasformazione. Con questa opera, Lucia Di Pietro esplora la dimensione della lecture performance, impiegando i linguaggi ed i metodi della scienziata, della mistica, della ciarlatana. Esplorando situazioni fantastiche e pratiche effimere perché il pubblico – e lei stessa – vi si possa immergere.

Venerdì 21 aprile
PIECE DE POCHE – Compagnie Rue Serendip (Svizzera)
“Pièce de Poche” parla di due personaggi che non si stancano mai di incontrarsi. Entrano in contatto con i propri desideri e si confrontano con i loro pensieri e le loro abitudini. Si verifica una negoziazione tra il desiderio di mantenere le proprie linee guida e il desiderio del “nuovo”. Le situazioni, a volte assurde, creano un effetto specchio e rivelano i meccanismi di convivenza con dolcezza e umorismo. Pièce de Poche è accessibile a tutti, dai più giovani ai più esperti.

Venerdì 28 aprile
LA GIOSTRA primo giro (studio per l’ironia) – Cie La Bagarre (Torino)
Nel corso degli ultimi anni la giostra dell’attualità ha girato così velocemente che le sicure di alcuni sedili si sono sganciate e qualcuno è stato scaraventato fuori. Attraverso il gioco della giostra questo lavoro propone una riflessione critica sull’essere umano nel suo aspetto spirituale prima ancora che materiale. Si interroga sulla coscienza e i suoi stati, traendo ispirazione dalle geometrie e dalle formule sacre degli Yantra e Mantra indiani.

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