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Almeno cinquanta furti nel Cuneese, Alessandrino e Astigiano: nove arresti

Il bottino è stimato in circa 200mila euro

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Cuneo – Una banda di ladri  professionisti è stata sgominata dai carabinieri del Comando Provinciale di Cuneo, coordinata dalla Procura di Asti, grazie all’operazione “Pater Familias”.

I nove sono finiti in manette per almeno una cinquantina di furti contestati tra il Cuneese, l’Alessandrino e l’Astigiano. Cinque indagati sono in carcere, tre ai domiciliari, a un altro è stato imposto l’obbligo di dimora.

Il bottino è stimato in circa 200mila euro solo per i 32 colpi contestati nell’ordinanza, ma ce ne sono un’altra ventina che gli inquirenti ritengono di poter ricondurre alla stessa banda.

Per portare a termine i loro colpi, i ladri usavano ricetrasmittenti e sistemi di comunicazione occultati nel bavero della giacca.

Non solo: gli indagati effettuavano sistematiche bonifiche delle due auto sportive utilizzate per i colpi, allo scopo di rimuovere eventuali microspie, e applicavano alle targhe clonate adesive, indistinguibili da quelle autentiche, e una pellicola in grado di fare assumere al veicolo una colorazione cangiante.

Come riportato da Ansa, il “pater familias” del clan è il pregiudicato Cristiano Audisio, classe 1980, residente a Magliano Alpi (Cuneo): era lui – aiutato dal figlio 23enne Luigi Mischa – a programmare i colpi e a guidare le “batterie”, composte da tre persone per volta (altri erano deputati solo all’intestazione fittizia delle auto o alla bonifica ambientale).

Oltre alle due Audi, intestate a prestanome, durante le perquisizioni e gli arresti eseguiti da un’ottantina di carabinieri sono stati recuperati arnesi da scasso, strumenti per la bonifica dalle microspie, lampeggianti e una paletta fasulla con lo stemma della polizia locale, più gioielli e orologi di pregio: sono ritenuti provento di furto anche i 45mila euro in contanti e le sedici bottiglie di champagne ritrovate in casa del “pater familias”.

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