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Gli e le universitari/e torinesi tornano in tenda per protestare contro la crisi abitativa e lanciano un sondaggio

CGIL e Sunia, insieme all’Unione degli Universitari, ha creato un form per rilevare la condizione di disagio di chi studia ed è in cerca di un posto letto

Sandro Marotta

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Torino – Da domani, lunedì 25 settembre, fino a giovedì 28, l’Unione degli Universitati (UdU) di Torino insieme ad altri collettivi studenteschi protesterà contro la crisi abitativa con un presidio in tenda da campeggio presso il Campus Einaudi di Torino.

Canoni di affitti ritenuti troppo alti, truffe online, contratti irregolari, oltre ai pochi posti nelle residenze pubbliche e ai prezzi raddoppiati delle strutture private: questa la condizione contro cui gli/le studenti torinesi tornano a scagliarsi, dopo la partecipata mobilitazione dello scorso anno (a cui però non sono seguiti interventi istituzionali riparatori).

Il sondaggio

Secondo i primi (e quindi non definitivi) risultati del sondaggio promosso dai sindacati Sunia Nazionale e CGIL, più dell’80% degli/delle studenti trova difficile trovare casa, nonostante la metà dei rispondenti abbia un lavoro che copre (almeno in parte) le spese di studio. La platea di chi richiede un posto letto è di 100 mila soggetti, mentre Edisu ha messo a disposizione 2 mila e 99 posti.

Le richieste

  • Più borse di studio: ci sono ancora troppe persone idonee che tuttavia sono escluse dalle graduatorie.
  • Residenze pubbliche: aumento del numero di posti e un criterio di accesso più inclusivo.
  • Regole su quanto un proprietario può chiedere al locatario, in modo da evitare canoni a prezzi stellari.
  • Abbassamento del prezzo delle mense: “sono poche e sempre più costose. Vogliamo dei pasti sostenibili e accessibili”, si legge nel comunicato social di Udu Torino.
  • Apertura di sportelli psicologici gratuiti (oltre a quello già disponibile di 5 sedute)
  • Gratuità del trasporto pubblico
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