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Salute

Novartis investe nel Bioindustry Park di Ivrea: il Piemonte centro fondamentale negli studi oncologici

Un nuovo investimento di 100milioni di euro da parte dell’azienda farmaceutica.

Elena Prato

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Ivrea – Grazie ad un investimento dell’azienda farmaceutica Novartis, verrà ampliato il Bioindustry Park di Ivrea, facendo così del Piemonte un centro fondamentale, a livello nazionale e internazionale, nella ricerca sul cancro.

 

Nei prossimi tre anni, si parlerà infatti di un investimento di oltre 100milioni di euro, dei quali più di 80 saranno destinati a potenziare le attività di ricerca, sviluppo e produzione di radiofarmaci, mentre 20 sono già stati stanziati per la costruzione di un nuovo edificio. «Oggi questo stabilimento occupa 124 persone. Con questo ampliamento aumenteremo di circa il 20% la capacità produttiva, con un innalzamento occupazionale del 40%», ha illustrato Valentino Confalone, Country President di Novartis Italia. Quello di Ivrea è infatti uno dei tre poli al mondo in cui Novartis conduce allo stesso tempo attività di ricerca e sviluppo. In particolare, al Bioindustry Park vengono prodotti i radioligandi, composti di una particella radioattiva unita a una molecola in grado di riconoscere e legarsi alle cellule tumorali. Questa innovativa terapia (RLT) è caratterizzata da una precisione maggiore rispetto ad altri trattamenti farmacologici e dal fatto che, come spiegato da Giancarlo Benelli, RLT Head of international Markets Advanced Accelerator Applications «Rispetto alle terapie tradizionali è innanzitutto più efficace, come dimostrano gli studi che abbiamo condotto, ed è certamente più sicura perché non porta tutti quegli effetti collaterali che la chemioterapia causa alterando il metabolismo complessivo del corpo umano».

 

La scelta di investire nel polo di Ivrea non è casuale. A spiegare il motivo di questa decisione è stato il presidente Confalone: «C’è un rapporto innanzitutto storico con il Piemonte perché l’applicazione della medicina nucleare e dei radioligandi in particolare è nata da un’idea del fisico e ricercatore Stefano Buono. Dal punto di vista produttivo e industriale, il Bioindustry Park e le collaborazioni storiche che come azienda abbiamo con le istituzioni regionali, oltre che con vari istituti di ricerca e con il Politecnico di Torino, hanno creato quell’humus ideale per un investimento di questo genere. A tutto questo si unisce anche la localizzazione geografica ideale per la vicinanza all’aeroporto di Malpensa». Quest’ultima caratteristica è particolarmente importante, perché si intreccia a una doppia esigenza in termini di produzione e di distribuzione dei farmaci radioligandi: «Questo stabilimento produce per tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone a tutta l’Europa» – ha aggiunto Confalone, «e il farmaco ha solo 120 ore di tempo per essere messo a disposizione del paziente».

 

La nuova struttura è stata inaugurata con il taglio di un nastro a cui ha presenziato il ministro Fratin, che ha espresso tutta la propria soddisfazione per questo investimento fondamentale per la ricerca contro uno dei peggiori mali del mondo.

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