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Monopattini in sharing, la Città di Torino impone il numero identificativo sul telaio e il numero massimo di unità (3 mila)

Riorganizzazione del servizio di monopattini per la Città di Torino

Redazione Quotidiano Piemontese

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TORINO – Da lunedì 15 aprile a Torino i monopattini in sharing di Torino avranno un numero identificativo fissato sul telaio, in modo tale che in caso di infrazioni si possa risalire più facilmente alla persona che lo ha rubato o danneggiato.

Inoltre la Città di Torino specifica che saranno 4 le imprese attive sul territorio cittadino e potranno dispiegare sul territorio torinese un totale di 3 mila monopattini (al massimo).

La novità fa parte del più ampio piano di riorganizzazione del servizio dei monopattini messo in campo dal Comune di Torino: “nel settembre del 2022, – spiega una nota stampa – a distanza di due anni dall’introduzione del servizio sul territorio, erano state aggiornate le linee guida per l’individuazione dei fornitori del servizio di noleggio dei monopattini elettrici. L’obiettivo fondamentale era mantenere il servizio di mobilità sostenibile ma al contempo riorganizzarlo e razionalizzarlo sul territorio e incentivare un uso più responsabile”.

“Con il nuovo bando, – continua il comunicato – la Città di Torino ha introdotto norme ad hoc, come la presenza di un numero identificativo ben visibile esposto su ogni mezzo, che dia la possibilità, in caso di infrazioni, di risalire più agevolmente all’utente responsabile. La Città collaborerà inoltre con le aziende per predisporre campagne di formazione e sensibilizzazione con l’obiettivo di incentivare un utilizzo responsabile, per salvaguardare la sicurezza dei conducenti e degli altri utenti della strada”.

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1 Commento

1 Commento

  1. Avatar

    Dario

    13 Aprile 2024 at 11:27

    il problema dei monopattini a noleggio è marginale, i più ormai sono privati e forse neanche comprati, ma riciclati da quelli a noleggio spariti. e poi, una volta che sono etichettati il problema resta. mi dispiace per i pochi utilizzatori coscienzioso ma vanno vietati del tutto, come a Parigi, spariti; a quel punto è più agevole fermare chi si fa beffa delle regole. il problema è serio, questo provvedimento va bene come primo “avvertimento ” ma si deve andare molto oltre

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