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Segnalazioni di “persone palesemente sospette, spaccio, degrado”: a Chieri sottoscritto il piano “Controllo di Vicinato”

Secondo il Comune non si tratterà di “sceriffi”. Le situazioni da segnalare però non sono così chiare

Sandro Marotta

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CHIERI – A Chieri c’è un protocollo che invita i cittadini a segnalare alla polizia qualsiasi evento o individuo ritengano dannoso per la comunità. Il protocollo di intesa si chiama “Controllo di Vicinato” ed è stato sottoscritto questa mattina dal Prefetto di Torino Donato Cafagna e il Sindaco di Chieri Alessandro Sicchiero (Partito Democratico).

Di cosa si tratta

Formalmente il protocollo “è uno strumento di prevenzione contro la criminalità, il degrado urbano e il disagio sociale, che presuppone la partecipazione attiva dei cittadini residenti in una determinata zona o quartiere, e la cooperazione con le forze dell’ordine e la Polizia Locale, alle quali potranno essere segnalati fatti e circostanze a rischio”.

L’iniziativa non è nuova: la Prefettura di Arezzo aveva sottoscritto un patto simile con il Comune di Pergine Valdarno e Laterina. Progetto analogo anche a Brescia.

I compiti dei cittadini-controllori

Il gruppo di controllo dovrà sorvegliare le aree del quartiere o della zona di competenza, segnalare i soggetti sospetti o gli eventi critici (come litigi, risse ecc) e avvisare un “coordinatore”, il quale avviserà le forze dell’ordine. Il “coordinatore” potrà anche non chiamare nessuno, se non considererà l’evento rilevante.

In un vademecum operativo del progetto di Arezzo è specificato che il cittadino “dovrà comunicare alle Forze di polizia SOLO le segnalazioni ritenute importanti”.

La prefettura di Torino specifica che i cittadini non saranno formati per diventare “controllori di quartiere”; solo il coordinatore “riceverà adeguata formazione”.

Le situazioni da segnalare lasciano molto all’interpretazione; nel comunicato del Comune di Chieri si parla di “persone o di mezzi di trasporto palesemente sospetti”, persone “in evidente difficoltà”, “auto, moto o biciclette che si sospettano rubate”. Non sono menzionati i casi di violenza domestica e i tentativi di stupro.

Pattugliamento e ronde?

É specificato nella nota della Città di Chieri che i gruppi “non potranno tradursi in forme di pattugliamento attivo ed è fatto divieto di utilizzare uniformi, simboli, altri segni distintivi e sponsorizzazioni. Lo scopo principale è quello di raccogliere informazioni utili a prevenire e contrastare eventi e situazioni che possono compromettere la sicurezza, escludendo qualsivoglia iniziativa”.

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