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CPR Torino, Ravinale e Marro (AVS): trauma inflitto inutilmente alle persone straniere
Le consigliere Ravinale e Marro denunciano criticità al CPR di Torino: salute mentale, rimpatri impossibili e casi di autolesionismo
TORINO – Le consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra, Alice Ravinale e Giulia Marro, hanno effettuato una nuova ispezione al Centro per la Permanenza e il Rimpatrio (CPR) di corso Brunelleschi. L’iniziativa, spiegano, rientra nella promessa di monitorare costantemente le condizioni all’interno della struttura.
Secondo quanto riportato dalle due esponenti, la visita ha confermato la situazione di forte disagio vissuta dalle persone trattenute, che spesso “non sanno come sono finite lì dentro né quanto tempo dovranno restarci”.
Le consigliere hanno raccontato la vicenda di un ragazzo gambiano di 22 anni, attualmente ospite del CPR nonostante abbia una richiesta di asilo pendente, circostanza che per legge dovrebbe comportarne l’uscita dalla struttura. Il giovane, affetto anche da problemi di salute e in attesa di cure, è stato denunciato dagli agenti per resistenza a pubblico ufficiale: un reato che, in base al Decreto Sicurezza, può comportare fino a sette anni di reclusione. Il giudice ha disposto per lui l’obbligo di firma come misura cautelare, nonostante si trovi già sotto la custodia dello Stato.
Durante l’ispezione, Ravinale e Marro hanno segnalato anche gravi criticità legate alla salute mentale dei trattenuti. Pur entrando con una certificazione di idoneità rilasciata dall’ASL, molti mostrerebbero evidenti condizioni di disagio psicologico, tanto che spesso gli stessi medici interni o i giudici dispongono ulteriori accertamenti. Le rappresentanti AVS hanno sottolineato che, secondo le direttive ministeriali, persone con disturbi psichiatrici non dovrebbero essere ospitate nei CPR. Tuttavia, sarebbero numerosi i casi di autolesionismo registrati anche nell’ultimo mese.
Attualmente le persone trattenute sono 68, distribuite in tre delle sei aree disponibili. Dalla riapertura del centro, a fine marzo, sono transitati 354 migranti, di cui soltanto 38 effettivamente rimpatriati, pari al 10%. Una quota che rappresenta meno di un terzo dei rimpatri totali eseguiti dalla Questura di Torino.
“Il CPR resta un trauma inflitto inutilmente alle persone straniere – hanno dichiarato le consigliere – molte delle quali sono trattenute pur essendo già noto alle autorità che il rimpatrio è impossibile per mancanza di accordi con i Paesi d’origine. La soluzione resta una sola: chiudere al più presto queste strutture, in tutta Italia”.
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Ardmando
6 Settembre 2025 at 8:16
I CRIMINALI di AVS posso prendere tutti i personaggi indesiderati presenti nei CPR e portarli a casa loro. Tanto sono abituati ai criminali, avendo fatto scarcerare una terrorista comunista per farla approdare al parlamento europeo. Di tutti i partitucoli gemmati dall’ex PCI, AVS è il PEGGIO in assoluto, gestito da due buoni a nulla come fratoianni e bonelli (minuscolo intenzionale), rappresentano lo scarto dei liquami della società.