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Toro, pomeriggio da incubo: 0-3 con l’Atalanta, stadio vuoto e tifosi in rivolta

Tre gol in sette minuti affondano i granata sotto i colpi di Krstovic e Sulemana

Alessia Serlenga

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TORINO – Il Torino si scioglie al sole del pomeriggio dell’Olimpico-Grande Torino, travolto da un’Atalanta in emergenza che in appena sette minuti rifila tre colpi micidiali ai granata, lasciandoli senza forze, senza idee e senza alibi. Finisce 0-3 con doppietta di Krstovic e sigillo di Sulemana, in un primo tempo da incubo per gli uomini di Baroni, apparsi svuotati e confusi.

L’aria era già tesa prima del fischio d’inizio, con oltre 5.000 tifosi in corteo contro il presidente Urbano Cairo, e dopo una prestazione ai limiti dell’imbarazzante, la contestazione si è allargata anche alla squadra, sommersa dai fischi e lasciata sola nella ripresa da uno stadio sempre più vuoto.

Tre gol in sette minuti: crollo totale

La scintilla che accende l’Atalanta (e spegne il Toro) arriva al 31’: Vlasic perde palla, Samardzic illumina per Krstovic che buca la difesa, colpisce il palo e poi insacca. Passano appena 4 minuti e i nerazzurri raddoppiano: Zappacosta raccoglie un’azione confusa, serve Sulemana che batte Milinkovic-Savic. Il terzo colpo, al 38’, chiude la pratica: De Roon lancia ancora Sulemana, assist per Krstovic che da due passi firma la doppietta. Game over.

Il Torino è irriconoscibile, travolto dal proprio caos tattico. Baroni aveva tentato di sorprendere Juric, ex fischiatissimo dal pubblico, con un 3-4-2-1 a specchio e Aboukhlal titolare a sorpresa, ma la manovra è apparsa sin da subito lenta e prevedibile.

Cambi e tentativi disperati, ma il disastro è compiuto

Nella ripresa Baroni cambia tre uomini e modulo: dentro Casadei, Adams e Tameze, fuori Ilic, Aboukhlal e Maripan. Si passa al 3-5-2, ma la reazione non arriva mai. Solo Simeone ci prova con due tentativi tra il 19’ e il 22’, fermati prima dal fondo e poi da un ottimo Carnesecchi.

L’unico boato arriva al 67’, quando rientra in campo Zapata, assente da quasi un anno per infortunio. Il capitano granata si guadagna anche un rigore al 73’ (fallo su Coco), ma lo calcia male e Carnesecchi respinge, parando poi anche la debole ribattuta di Casadei.

Il dopo partita: silenzi, fischi e vuoto

A fine gara il clima è plumbeo: nessun giocatore sotto la curva, solo qualche applauso per Zapata.

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