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CronacaTorino

Torino, dieci misure cautelari per disordini nelle proteste: indagati alcuni attivisti pro Palestina

Operazione della Digos di Torino: dieci indagati per disordini tra 2023 e 2024, tra cui proteste studentesche e cortei pro Palestina. Disposti obblighi di dimora e perquisizioni.

Luca Vercellin

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TORINO — È scattata all’alba l’operazione condotta dalla Digos di Torino su delega della Procura della Repubblica, che ha portato all’esecuzione di dieci misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati.
I reati contestati sono resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata e danneggiamento. Per i destinatari dei provvedimenti sono stati disposti obblighi di dimora con il divieto di uscire di casa in orario serale e notturno — dalle 19.30 alle 7.30 — e obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Perquisizioni tra gli ambienti dell’attivismo pro Palestina

Contestualmente, gli agenti hanno eseguito tredici perquisizioni a carico di attivisti pro Palestina denunciati in relazione a recenti blocchi stradali e ferroviari, danneggiamenti e interruzioni di pubblico servizio.
Le azioni investigative fanno riferimento alle manifestazioni tenutesi a Torino il 22 e 23 settembre e il 2 ottobre scorsi, durante le quali erano stati segnalati episodi di tensione con le forze dell’ordine.
Alcuni dei soggetti perquisiti risultano anche tra i destinatari delle misure cautelari eseguite questa mattina.

Un’indagine che ripercorre due anni di tensioni

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i provvedimenti emessi dalla Procura riguardano una serie di disordini avvenuti tra il 2023 e il 2024 durante manifestazioni di diversa natura, sia studentesche sia politiche.
Tra gli episodi finiti sotto la lente figurano:

  • i cortei non autorizzati del 2 e 3 ottobre 2023 in occasione del Festival delle Regioni;

  • la protesta studentesca del 17 novembre 2023 contro la riforma del ministro Valditara;

  • gli scontri al Campus Einaudi del 5 dicembre 2023, in risposta a un volantinaggio del Fuan;

  • la manifestazione pro Palestina del 13 febbraio 2024 davanti alla sede Rai;

  • e infine il corteo del 29 aprile 2024, organizzato in concomitanza con il G7 Clima, Energia e Ambiente a Venaria Reale.

Feriti e danni durante le manifestazioni

Durante queste proteste — secondo gli atti d’indagine — diversi operatori di polizia e carabinieri rimasero feriti, mentre mezzi di servizio e alcune attività commerciali subirono danneggiamenti.
L’attività investigativa della Digos, durata diversi mesi, ha ricostruito il ruolo dei partecipanti più attivi e il contesto organizzativo delle iniziative, portando alla definizione del quadro accusatorio ora al vaglio della magistratura torinese.

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