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Per un Iran democratico e libero: a Torino il presidio a sostegno delle proteste contro il regime degli ayatollah

Alla manifestazione hanno aderito anche numerosi partiti politici ed esponenti del Consiglio regionale del Piemonte

Marco Lovisolo

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Immagine da pagina Facebook di Agedo, una delle associazioni presenti all'iniziativa

TORINO – Ieri 17 gennaio a Torino manifestazione a sostegno delle proteste in corso in Iran contro il regime degli ayatollah. «Né mullah, né lo scià» il coro che ha contraddistinto il presidio. Circa duecento i presenti, tra i quali rappresentanti del Consiglio regionale del Piemonte, dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, dell’Anpi e di varie associazioni, esponenti radicali e partiti politici di diversa collocazione: Fdi, Fi, Lega, Azione, Pd, M5S, Democrazia Cristiana e Psi. La manifestazione è stata promossa dall’associazione Iran Libero e democratico, che appoggia la linea del Cnri (il Consiglio nazionale della resistenza iraniana che ha sede a Parigi)

Il presidio si è riunito in piazza Carignano, dove erano anche presenti numerosi iraniani abitanti in Italia, dissidenti ed esuli. «Il ritorno alla monarchia» – ha detto all’ANSA un dimostrante – «non ci interessa. L’abbiamo già sperimentata. Lo scià al potere ha significato polizia militare, torture, eliminazione sistematica dei nuovi intellettuali. Io stesso, quando studiavo alle scuole superiori, feci un anno di carcere. La storia non può e non deve tornare indietro». Secondo quanto spiegato da Tullio Monti dell’associazione Iran Libero e democratico, gli iraniani sognano un Iran libero, laico, repubblicano, democratico, senza armi nucleari, in pace con tutti incluso Israele.

Il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, presente all’iniziativa, ha annunciato che probabilmente già giovedì prossimo l’assemblea voterà un ordine del giorno «per schierarsi anche in modo formale».

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