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Tre diverse perturbazioni sul Piemonte e neve fino in pianura: tutti i dettagli dell’ultimo bollettino meteo
Nuovo peggioramento, pioggia e neve: ecco tutti i dettagli per i prossimi giorni
TORINO – Come avevamo già anticipato, un nuovo peggioramento delle condizioni meteorologiche è atteso sul Piemonte a partire da domani.
Scendendo più nel dettaglio, grazie all’ultimo aggiornamento pubblicato dal meteorologo Andrea Vuolo, la fase perturbata caratterizzerà le prossime 60-72 ore e, ormai con buona probabilità, potrà portare la prima neve di stagione fino a quote molto basse su diverse aree del Piemonte, talora anche in pianura ma con accumuli piuttosto modesti o scarsi al di sotto dei 300-400 metri.
La dinamica sarà contraddistinta dalla formazione di una circolazione depressione barotropica (quindi con minimo in quota e al suolo coincidenti) che dal Golfo del Leone tenderà gradualmente a traslare verso il Golfo Ligure e le Alpi occidentali causando così il transito di due diversi sistemi frontali, entrambi coadiuvato da un flusso di umide correnti meridionali: il primo, piuttosto debole, atteso tra il pomeriggio-sera di venerdì e la notte di sabato e il secondo, più intenso, dal tardo pomeriggio-sera di sabato fino all’alba di domenica, entrambi con condizioni termiche favorevoli alla caduta di neve fino a quote di bassa collina o di pianura, in particolare sul Piemonte centro-meridionale.
Le previsioni nel dettaglio
Venerdì sin dal mattino possibile nevischio sparso sulle aree alpine e sull’Appennino, con fenomeni in graduale risalita da Sud dalla tarda mattinata e nel pomeriggio su Alpi Marittime, Liguri, Alessandrino, Astigiano, Vercellese, Novarese, Biellese e VCO, con pioviggine/pioggia debole sotto i 300-500 metri e nevischio/neve debole al di sopra; altrove fenomeni ancora pressoché assenti.
Tra sera e notte le precipitazioni risulteranno in estensione e accentuazione su tutte le aree orientali e meridionali della regione, con possibile neve fino in pianura sull’Alessandrino, più fitte su Tortonese, Scrivia, Ovadese e Novese, e in bassa collina dai 200 metri sull’Astigiano, dai 300 metri su Monferrato e Vercellese e dai 400-500 metri su Novarese e VCO, con fiocchi anche a quote inferiori durante le fasi precipitative più intense; tra sera e notte sarà altresì probabile il transito di rovesci sparsi anche su Cuneese, Torinese, Canavese e Biellese con neve dai 300 metri sul Cuneese e dai 400-600 metri altrove, ma con possibile fase di pioggia mista a neve (o neve umida) anche in prossimità della pianura tra Torino, Biella, Asti e Vercelli.
Gli accumuli
Complessivamente, in questa prima perturbazione, sono attesi fino a 10-15 centimetri su Appennino alessandrino, 5-10 centimetri dai 400-600 metri sulle colline tra Serravalle Scrivia, Tortona, Ovada e Novi Ligure, 2-4 centimetri sulle colline del Po (inclusa la collina di Torino sopra i 500 metri) e sul Cuneese dai 400 metri. Sulle zone alpine accumuli molto modesti e in genere compresi tra 5 e 10 centimetri dai 1.000 metri, superiori intorno ai 10-20 centimetri sulle Alpi Marittime e tra le valli di Sesia e Ossola; altrove accumuli in pianura pressoché nulli, specie sotto i 300-400 metri. A seguire generale attenuazione dei fenomeni con pausa asciutta nella mattina e fino a metà pomeriggio di sabato, con temperature massime tra 2 e 5°C su pianure e colline.
La seconda perturbazione
Una seconda e più intensa perturbazione, prosegue Vuolo, è attesa invece dal tardo pomeriggio e nella serata di sabato a partire dai rilievi del Cuneese, in estensione a tutta la regione tra la tarda serata e la notte fino alle prime ore della mattinata di domenica, con rovesci moderati e diffusi in risalita da Sud-Sudovest verso Nord-Nordest.
In questa fase è attesa neve talora copiosa su Alpi Liguri, Marittime e Cozie, nonché fitta anche su pianura del Cuneese e fino ai fondovalle di Langhe e Roero (compresa l’area di Albese e Braidese). La quota neve si manterrà leggermente più elevata altrove, in genere oltre i 400 metri sulle colline del Po e dai 500-700 metri su alto Piemonte (in calo nel corso della notte fin sui 200 metri su Astigiano, Acquese e Ovadese e dai 300-500 metri sul resto dell’Alessandrino).
Tuttavia, con il transito dei rovesci più intensi, in nottata sarà possibile una fase di neve umida fino in pianura tra Astigiano, Torinese e Canavese, con un’imbiancata fino in prossimità di Asti città e potenzialmente fin su Torino, specie lungo le aree pedecollinari e meridionali e neve con accumulo dai 400-700 metri altrove.
Complessivamente in questa seconda fase perturbata sono attesi fino a 30 centimetri sui rilievi del Cuneese oltre i 1.000-1.300 metri, 10-15 centimetri tra altopiano di Fossanese, Cuneo, Monregalese e Cebano e sulle relative medio-basse colline fino a 500-600 metri (oltre i 15 centimetri a quote superiori, comprese le alte Langhe), 7-10 centimetri sulla sommità collinare di Torino e sulle colline del Po dai 600 metri (3-5 centimetri già dai 400 metri) e 5-15 centimetri sopra i 600-900 metri sui restanti settori alpini. Altrove, in pianura, accumuli nulli o al più un’imbiancata fin sui 300 metri sul Torinese e dai 200 metri su Astigiano e basso Alessandrino.
La terza perturbazione
A seguire, tra martedì 27 e mercoledì 28 gennaio una terza perturbazione, anche particolarmente intensa, potrebbe transitare sul Piemonte portando precipitazioni moderate diffuse, localmente forti, e nevose fino in pianura su gran parte della regione, con accumuli anche significativi fino a bassa quota sul medio-basso Piemonte.
Ad oggi, conclude il meteorologo, nonostante sia ormai da qualche giorno che i modelli di simulazione continuano a confermare questa possibilità, la previsione si mantiene ancora ben poco attendibile. Seguiranno dunque importanti aggiornamenti.
Foto di Andrea Pjetri, Limone Piemonte, dal gruppo Andrea Vuolo – Meteo in Piemonte.
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