MeteoTorino
Arriva la perturbazione che porterà neve fino in pianura, fiocchi potrebbero imbiancare anche Torino
La città di Torino, dopo 1145 giorni, potrà nuovamente imbiancarsi
TORINO – Dopo alcuni giorni e un fine settimana di tregua, l’inizio settimana vedrà un nuovo marcato peggioramento in Piemonte.
Nuova perturbazione in arrivo, neve anche in pianura
Secondo l’ultimo aggiornamento del meteorologo Andrea Vuolo, la temporanea tregua soleggiata che da sabato pomeriggio sta interessando il Piemonte (salvo nebbie persistenti sulle pianure orientali), sarà rapidamente seguita da un nuovo aumento della nuvolosità già a partire dalle prime ore di lunedì 2 febbraio, in concomitanza di un nuovo sistema frontale in avvicinamento dall’aperto Atlantico verso le Alpi occidentali.
Dal canale depressionario, ormai attivo da diverse settimane, esteso dalla Groenlandia al Mediterraneo, giungerà infatti una nuova perturbazione atlantica coadiuvata da umide correnti meridionali in quota che riporteranno precipitazioni diffuse soprattutto tra la notte e la mattinata di martedì 3 febbraio su tutto il Piemonte, localmente forti al confine con la Liguria.
Le prime precipitazioni sparse, deboli e intermittenti, si attiveranno dalla tarda mattinata e nel pomeriggio di lunedì a partire dai crinali alpini meridionali, dall’Appennino e dall’Alessandrino, in estensione verso Monferrato, alto Piemonte e pedemontane nord-occidentali, poi via via a tutta la regione entro sera ma ancora con fenomeni deboli e inizialmente nevosi solo sopra i 600-800 metri, in calo sul Cuneese verso i 400 metri dopo le 21.
Dalla tarda serata e nelle prime ore della notte – continua Vuolo – le precipitazioni si intensificheranno a partire dal basso Piemonte verso Nord, risultando moderate su Cuneese, Langhe, Appennino, Astigiano, basso Alessandrino, alte valli del Pinerolese e alta Val Susa, forti al confine con la Liguria (specie su alte valli di Alpi Liguri e Marittime per sfondamento da Sud-Sudovest), ma all’alba di martedì sono attesi rovesci in transito anche su Torinese e alto Piemonte.
Nelle ore notturne la colonna d’aria sulla verticale del Piemonte si strutturerà con temperature (in libera atmosfera) intorno ai -3/-4°C a circa 1400m, 0/-1°C a 700m e 0/1°C a 400m, condizione che favorirà – con precipitazioni moderate – un calo della quota neve fino in pianura su gran parte della regione, pur con accumuli al suolo più probabili dai 250-400m di quota dal Canavese verso il basso Piemonte e meno probabili sulle basse pianure orientali sotto i 150-200 metri, specie al confine con la Lombardia tra Casalese, Vercellese, Novarese e Verbania.
Nella notte la neve si spingerà in pianura su tutto il basso Piemonte estendendosi poi anche su Torinese, Canavese, Biellese e dai 200-300 metri sull’alto Piemonte, pur con fase di neve umida anche a quote più basse in concomitanza dei rovesci moderati e diffusi in transito tra le 02 e le 08 da Sud verso Nord, con il clou atteso tra le 04 e le 07.
La città di Torino, dopo 1145 giorni, potrà nuovamente imbiancarsi, di fatto interrompendo il più lungo periodo senza neve su tutto il capoluogo dal 1865.
A seguire fenomeni in esaurimento a partire da Sudovest verso l’alto Piemonte, con ultime precipitazioni nel primo pomeriggio a ridosso dei rilievi settentrionali e sulle estreme pianure orientali, ma in forma piovosa in pianura.
Gli accumuli previsti
Complessivamente sulle zone alpine, sopra i 1.500 metri, sono attesi nuovi accumuli di neve fresca tra i 15 e i 30 centimetri, fino a 35-50 centimetri su Marittime e Liguri ma con possibili picchi anche di 55-60 centimetri tra alta valle Stura di Demonte e Vermenagna. A 1.000-1.200 metri attesi generalmente tra 10 e 30 centimetri, fino a 40 centimetri su alte valli interne del Monregalese.
A bassa quota gli accumuli più significativi sono attesi tra Cuneese e Langhe, fino a 10-12 centimetri sull’altopiano a Sud di Savigliano verso Fossano e Mondovì, 12-15 centimetri a Cuneo, 15-20 centimetri su Monregalese, Cebano e Langhe dai 500 metri, fino a 25-30 centimetri su alte Langhe e Val Tanaro dai 600-700 metri. Sul resto del Cuneese attesi 5-10 centimetri su Braidese, Albese, Saviglianese e Saluzzese, anche superiori al sopra dei 400-500 metri.
Tra Astigiano e Alessandrino attesi 3-8 centimetri in pianura, inferiori sul Casalese e fino a 5 centimetri tra le città di Asti e Alessandria, in aumento a Sud del Tanaro fino ad oltre 10 centimetri già dai 200-250 metri su Acquese, Ovadese, Novese e Tortonese e picchi di 20-30 centimetri dai 500-600 metri, anche oltre i 30 in Val Bormida sopra i 700 metri.
Su Torinese, basso Canavese e Chivassese accumuli tra 2 e 5 centimetri sotto i 300 metri (2-4 centimetri su Torino, specie sui quartieri pedecollinari e meridionali, con il clou all’alba di martedì), localmente superiori ai 5-6 centimetri a sud di Moncalieri e Chieri verso Carmagnolese e Astigiano, 5-10 centimetri sulla collina di Torino dai 350 ai 500 metri e fino a 12-15 centimetri sulla sommità.
Su alto Canavese e Biellese accumuli più probabili dai 250-300 metri di quota in su, tra 2 e 5 centimetri dai 300-400 metri (1-2 centimetri a Ivrea e Biella), oltre 5 centimetri dai 500 metri. Tra Vercellese, Novarese e Verbano accumuli meno probabili sotto i 200 metri di quota, salvo qualche centimetro su alte pianure e aree collinari, fino ad oltre 5 centimetri dai 500-600 metri; possibile tuttavia una fase di neve umida con temporaneo deposito al suolo tra le 05 e le 08 con il transito dei rovesci da Sudovest anche verso le città di Vercelli e Novara, pioggia mista a neve a Verbania città e qualche centimetro a Domodossola.
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