CronacaTorino
Nuovi scontri al Cpr di Torino, tre agenti della Guardia di Finanza feriti: i sindacati dei finanzieri alzano la voce
«Quello che sta accadendo a Torino non è una fatalità, ma la cronaca di un disastro annunciato» commenta duramente il Sindacato Nazionale Finanzieri
TORINO – Scontri al Cpr di corso Brunelleschi di Torino ieri, 2 febbraio. Tre finanzieri del Gruppo Pronto Impiego di Torino (ATPI) sono rimasti feriti durante una rivolta all’interno del Centro di permanenza per i rimpatri del capoluogo piemontese. Durante la rivolta si sarebbero scontrati tra loro due gruppi di migranti.
«Quello che sta accadendo a Torino non è una fatalità, ma la cronaca di un disastro annunciato» – commenta duramente il Sindacato Nazionale Finanzieri (SiNaFi) – «I Baschi Verdi, insieme alle altre forze dell’ordine, vengono mandati a gestire situazioni di estrema criticità in contesti ormai fuori controllo, agendo da “cuscinetto” tra l’inefficienza gestionale e la violenza ideologica o criminale». Nel mirino del sindacato c’è anche la Prefettura: «In passato, il dialogo con l’Ufficio Territoriale del Governo aveva permesso di portare al tavolo proposte concrete per migliorare le condizioni lavorative e la sicurezza operativa degli operatori. Improvvisamente, quel canale si è interrotto. Il silenzio delle istituzioni locali è diventato un muro che isola chi lavora in strada». «Non è più tollerabile che le proposte dei sindacati, volte a tutelare l’integrità fisica e giudiziaria dei colleghi, vengano ignorate o chiuse in un cassetto» denuncia il SiNaFi.
Lancia l’allarme anche l’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF), secondo cui il personale ormai lavora in condizioni di elevata esposizione al rischio, tra organici carenti e turnazioni impegnative: «Questi eventi non sono più episodi isolati, ma il sintomo evidente di un sistema che necessita di una seria e responsabile revisione», scrive USIF. «Non è sostenibile continuare ad affrontare scenari eccezionali con strumenti ordinari, demandando il peso delle criticità esclusivamente agli operatori». Il sindacato chiede interventi mirati e immediati: una migliore organizzazione del servizio, il rafforzamento degli organici e un adeguamento delle norme alle reali esigenze operative.
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