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CronacaNovara

“Ti ammazzo”, poi gli insulti e le botte fino al trauma cranico: arrestato a Novara per maltrattamenti sull’ex moglie

Le violenze avvenivano davanti al figlio minorenne

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NOVARA – Un uomo di 33 anni è stato arrestato dalla polizia di Stato e condannato alla pena della reclusione di anni 4 e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni per maltrattamenti e lesioni – dal marzo 2021 sino al mese di gennaio 2023 – nei confronti dell’allora moglie di 31 anni.

Le violenze

Le indagini condotte dalla Squadra mobile hanno consentito di raccogliere solidi elementi sulla condotta dell’uomo. In particolare si è reso responsabile di plurime condotte di violenza fisica e verbale. Si parla, in particolare, di continui insulti e minacce: “ti ammazzo, te la farò pagare”; la aggrediva con schiaffi e strattonamenti procurandole addirittura, in una circostanza, un trauma cranico, un trauma facciale, contusioni alle spalle ed escoriazioni.

Controllava spesso i messaggi contenuti nel suo telefono cellulare e i suoi spostamenti, seguendola, al punto da costringerla a farsi accompagnare da terze persone poiché temeva per la propria incolumità.

Le ha provocato uno stato di prostrazione e sofferenza tanto da indurla a rivolgersi al centro anti violenza e alla polizia di Stato per denunciare tutti gli episodi di violenza subiti dal marito, allontanandosi dalla propria abitazione.

L’uomo, a seguito dell’iter processuale, è stato giudicato pienamente colpevole delle condotte descritte, aggravate dall’averle commesse in presenza del figlio minorenne della coppia.

Come chiedere aiuto

Il 1522 è un servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità. Il numero, gratuito è attivo 24 h su 24, accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.

Per avere aiuto o anche solo un consiglio chiama il 1522 (il numero è gratuito anche dai cellulari).

Utile anche l’applicazione YOUPOL che permette a chiunque di interagire con la Polizia di Stato inviando video, audio, immagini e testo relativi a episodi di bullismo/cyberbullismo, droga e violenza di genere.

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