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Stellantis crolla in Borsa dopo il cambio di rotta sull’elettrico: oneri per 22 miliardi e stop al dividendo

Stellantis affonda fino al -28%, scendendo sotto la soglia dei 5,87 euro per azione

Gabriele Farina

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TORINO – Giornata nera per Stellantis a Piazza Affari. Il titolo del gruppo automobilistico non riesce a fare prezzo in avvio di seduta e, una volta partite le contrattazioni, affonda fino al -28%, scendendo sotto la soglia dei 5,87 euro per azione. A spaventare il mercato è il profondo cambio di strategia annunciato dal gruppo sull’elettrico, che si tradurrà in oneri complessivi per 22,2 miliardi di euro, una perdita netta nel secondo semestre compresa tra i 19 e i 21 miliardi, la sospensione del dividendo nel 2026 e una nuova emissione di obbligazioni ibride perpetue.

La svolta strategica e il messaggio al mercato

La reazione negativa della Borsa è direttamente collegata agli annunci diffusi in mattinata. A commentare la svolta è stato l’amministratore delegato Antonio Filosa, che ha parlato di una “reimpostazione” necessaria per riportare l’azienda al centro delle reali preferenze dei clienti.

«La reimpostazione che abbiamo annunciato oggi si inquadra nel decisivo percorso avviato nel 2025, per tornare, ancora una volta, a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione», ha spiegato il Ceo, commentando i risultati preliminari del secondo semestre, gli oneri straordinari e la sospensione del dividendo.

Secondo Filosa, gran parte dei costi deriva da una sovrastima della velocità della transizione energetica, che avrebbe allontanato Stellantis «dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture». Un errore di valutazione che ora impone una revisione profonda dei piani industriali e di prodotto.

Oneri per 22 miliardi e modelli cancellati

Nel dettaglio, Stellantis ha annunciato oneri pari a circa 22,2 miliardi di euro nel 2025, legati al riposizionamento della strategia sull’elettrico. La nuova linea ha portato alla cancellazione di modelli e programmi privi di prospettive di redditività, con l’obiettivo dichiarato di sostenere una crescita profittevole e maggiormente allineata alla domanda.

Tra i progetti accantonati figura anche il Ram 1500 Bev, precedentemente pianificato, una decisione che tiene conto sia delle preferenze dei clienti sia dei cambiamenti nel quadro normativo statunitense. Sono previste uscite di cassa per circa 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni, a valere sugli oneri esclusi dall’Adjusted Operating Income.

Nonostante la perdita netta del 2025, i risultati preliminari del secondo semestre evidenziano un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale, ma la perdita complessiva porterà alla mancata distribuzione dei dividendi.

Riorganizzazione industriale e ritorno alla crescita dei volumi

Il cambio di rotta non riguarda solo i prodotti. Stellantis ha avviato una profonda riorganizzazione dei processi globali di produzione e gestione della qualità, accompagnata da un rafforzamento delle competenze tecniche: nel 2025 sono stati assunti oltre 2.000 ingegneri, principalmente in Nord America.

Un ruolo centrale è stato assegnato alle Regioni, ora maggiormente responsabilizzate nelle decisioni operative, grazie a una conoscenza più diretta dei mercati di riferimento. Parallelamente, il gruppo sta lavorando a una supply chain più efficiente dal punto di vista dei costi, a supporto dei programmi di elettrificazione di lungo periodo.

Le prime misure sembrano iniziare a dare risultati. Nel secondo semestre del 2025 le consegne consolidate hanno raggiunto 2,8 milioni di unità, in aumento di 277 mila veicoli (+11%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il contributo più significativo arriva dal Nord America, dove la crescita dei volumi è stata del +39%.

Nuove obbligazioni e liquidità solida

Sul fronte finanziario, il consiglio di amministrazione ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili, fino a un importo massimo di 5 miliardi di euro. L’operazione punta a preservare una struttura patrimoniale solida mentre il gruppo lavora al ritorno a una generazione positiva di cassa industriale.

A fine 2025, la liquidità industriale disponibile si attesta a circa 46 miliardi di euro, pari al 30% dei ricavi netti, ovvero il livello più alto dell’intervallo target fissato tra il 25% e il 30%.

Le prospettive per il 2026

Guardando al futuro, Stellantis prevede per il 2026 un aumento dei ricavi netti, del margine Adjusted Operating Income e della generazione di cassa, con una dinamica in miglioramento dal primo al secondo semestre. La crescita dei ricavi è stimata in una percentuale mid-single digit.

«Nel 2026 l’attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato», ha sottolineato Filosa, annunciando che tutti i dettagli della nuova strategia verranno illustrati durante l’Investor Day del 21 maggio.

NextStar Energy passa sotto il controllo di LG Energy Solution

Nel quadro della revisione strategica rientra anche la cessione del 49% di NextStar Energy a LG Energy Solution, che ne acquisisce così il pieno controllo. La joint venture, fondata nel 2022 per realizzare il primo grande impianto canadese di batterie a Windsor, continuerà a operare puntando su una base industriale solida e competitiva.

Stellantis resterà un cliente strategico di NextStar Energy, continuando a rifornirsi dei suoi prodotti, mentre LG potrà fare leva sulla propria leadership tecnologica per servire una base di clienti più ampia, inclusi i sistemi di accumulo dell’energia.

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