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CronacaSaluteTorino

Primo caso di suicidio medicalmente assistito in Piemonte

Il paziente ha dovuto attendere diversi mesi perché l’Asl gli concedesse il farmaco che gli alleviasse tutte le sofferenze

Marco Lovisolo

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CHIVASSO – Primo suicidio medicalmente assistito in Piemonte. Un uomo di quarant’anni, affetto da una grave malattia degenerativa, è il primo paziente che in Piemonte ha potuto accedere al suicidio medicalmente assistito. L’uomo si è spento nella propria abitazione, alla presenza dei medici di sua scelta e con il supporto logistico dell’Asl 4 (che ha competenza su Ivrea, Chivasso e sulla parte settentrionale della provincia di Torino). Era stato lui, alcuni mesi fa, a chiedere all’azienda sanitaria accedere al fine vita volontario.

La retromarcia dell’Asl, indotta dalla Regione

Nelle scorse settimane, dopo l’iter previsto, attraverso una commissione interdisciplinare l’Asl aveva riconosciuto la sussistenza dei requisiti precisando però che non avrebbe messo a disposizione né farmaci né assistenza. Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’associazione Luca Coscioni, si era proposta per affiancare dal punto di vista legale il paziente e la famiglia. La situazione, dopo mesi di attesa, si è poi finalmente sbloccata, e gli è stato fornito il farmaco: la Regione ha infatti scritto a tutte le Asl precisando la necessità giuridica di applicare quanto sancito dalle sentenze della Corte costituzionale.

Il caso arriva infatti appena dopo le pronunce della Corte costituzionale del dicembre 2025 che hanno delineato le condizioni in presenza delle quali il suicidio medicalmente assistito non è punibile: tra queste, la presenza di una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e la capacità di prendere decisioni libere e consapevoli. Al momento, è ancor assente una legge nazionale che disciplini in modo organico la materia.

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