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Intervento con robot per rimuovere un grosso adenoma endocrino al Mauriziano di Torino

L’operazione, eseguita lo scorso 8 aprile, è stata condotta dall’équipe di chirurgia toracica guidata dal dottor Alberto Sandri

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TORINO – Un intervento di alta precisione eseguito con chirurgia robotica ha permesso all’ospedale Mauriziano di Torino di rimuovere con successo un adenoma endocrino di grandi dimensioni, localizzato in una sede eccezionalmente rara: in prossimità dell’arco dell’aorta.

La paziente, la signora Eliana, quasi 80 anni, era arrivata all’osservazione dei medici per un forte stato di affaticamento e valori molto elevati di calcio nel sangue. Gli esami diagnostici, tra cui scintigrafia e Tac, avevano evidenziato la presenza della massa in una posizione anomala rispetto alla sede tipica delle ghiandole paratiroidi.

“Di norma, gli adenomi di natura paratiroidea si trovano proprio dietro la tiroide – ha spiegato il dottor Maurilio Deandrea, direttore di endocrinologia, diabetologia e malattie del metabolismo dell’azienda ospedaliera Ordine Mauriziano -. E seppur in circa il 10 per cento dei casi presentano un’altra sede anatomica, come il timo o il mediastino, la localizzazione sull’arco aortico e la dimensione dell’adenoma rendevano questa situazione straordinariamente rara, al punto da risultare davvero eccezionale”.

L’operazione, eseguita lo scorso 8 aprile, è stata condotta dall’équipe di chirurgia toracica guidata dal dottor Alberto Sandri. In circa 45 minuti, attraverso quattro micro-incisioni, i medici hanno rimosso una massa di circa sei centimetri, situata a stretto contatto con vasi sanguigni e nervi fondamentali.

“L’adenoma era collocato in una posizione molto delicata, a contatto con l’arco aortico, l’arteria succlavia, l’arteria polmonare e compreso tra il nervo vago e quello frenico – ha spiegato Sandri -. Il robot ci ha consentito di rimuoverlo con la massima precisione e la minima invasività, permettendo così alla paziente di scendere dal letto il giorno successivo all’intervento dopo aver rimosso il drenaggio toracico e di lasciare il nostro reparto dopo appena tre giorni”.

Proprio la precisione della tecnologia robotica ha consentito di evitare danni a strutture nervose essenziali, come il nervo frenico, da cui dipende il movimento del diaframma, e il nervo vago, coinvolto nella voce e nella deglutizione.

La ripresa della paziente è stata molto rapida. “Non avevo più la forza di fare nulla e le ultime energie le avevo usate per salire sul taxi che mi aveva portato al Mauriziano. Qui ho trovato équipe meravigliose e strumenti all’avanguardia che mi hanno rimesso in vita permettendomi di recuperare sensazioni che credevo perdute per sempre. A questo ospedale dovrò per sempre enorme gratitudine”, ha raccontato la signora Eliana.

Dall’azienda ospedaliera il direttore generale Franca Dall’Occo ha aggiunto: “Siamo molto felici del percorso di cura compiuto dalla signora Eliana e grati delle sue parole di apprezzamento. Dal canto mio, non posso che ringraziare ancora una volta i professionisti che hanno affrontato e risolto nel migliore dei modi una situazione clinica tanto rara e complessa. La capacità di diagnosi e l’utilizzo di una tecnologia avanzata come quella robotica hanno permesso di intervenire con massima tempestività e minimo impatto restituendo una vita del tutto normale alla nostra cara paziente”.

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