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Oltre mille partecipanti ai gruppi di cammino promossi dall’Asl a Cuneo: «L’attività fisica fa bene anche all’umore»

La testimonianza di Monica Giraudo, capo camminata: «In momenti di stanchezza, tensione o malinconia, uscire a camminare può fare davvero la differenza»

Marco Lovisolo

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CUNEO – Diversi studi documentano che camminare fa (molto) bene alla salute. A Cuneo, grazie all’Asl Cn1, l’iniziativa dei gruppi di cammino è ormai una realtà consolidata. Un gruppo di cammino è un gruppo di persone che settimanalmente si ritrova per camminare insieme, per almeno 30 minuti, su un percorso concordato, con la guida di un facilitatore o capo camminata; nel frattempo, i partecipanti chiacchierano, si conoscono, socializzano, e soprattutto, praticano attività motoria. La diffusione dei gruppi nell’Asl CN1 ha mostrato una crescita costante, parallelamente a quella regionale: dai primi 7 gruppi del 2019 si è arrivati ai 40 gruppi di oggi, distribuiti su tutto il territorio dell’Asl CN1, con circa mille partecipanti. Sebbene il focus storico sia sulla popolazione adulta e anziana, l’offerta si è ampliata includendo anche target specifici come pazienti diabetici, persone con problemi di salute mentale, ma anche donne in gravidanza e neo mamme. La filosofia del gruppo di cammino vede il movimento come un “farmaco naturale” accessibile, gratuito e inclusivo; per far parte di un gruppo di cammino non servono particolari abilità, il ritmo e la durata del cammino vengono modulati sul livello di attività fisica dei camminatori.

Un passaggio cruciale nella storia dei gruppi di cammino del territorio è rappresentato dal progetto CoNSENSo, avviato nel 2015, che ha introdotto un nuovo modello socio-sanitario basato sull’Infermiere di Famiglia e di Comunità, di cui la promozione di stili di vita sani e dell’attività fisica è diventata parte essenziale, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli anziani.

Non si tratta solo di camminare, ma di un vero processo di empowerment di comunità, finalizzato a contrastare la sedentarietà, prevenire l’isolamento e favorire la socializzazione. L’attivazione di un gruppo di cammino richiede infatti lo sviluppo di alleanze e il coinvolgimento di tutti i livelli interessati, dalle amministrazioni alle comunità locali, con una attenzione rivolta contemporaneamente alle politiche sociali, urbanistiche, ambientali.

Letteratura e documenti di indirizzo sono concordi sul fatto che i programmi di promozione della salute hanno un maggiore successo se integrati nella vita quotidiana delle comunità, se basati sulle tradizioni locali e condotti da membri della comunità stessa.

I facilitatori rappresentano il fulcro che anima il gruppo, garantendone coesione e continuità nel tempo. Così, anche per garantire la sostenibilità di questo modello, da alcuni anni l’Asl CN1 organizza corsi di formazione rivolti a volontari ed enti del terzo settore, amministratori, cittadini. Durante questi percorsi, i futuri capi-camminata acquisiscono competenze su come condurre il gruppo.

Monica Giraudo è una capo camminata di alcuni gruppi di cammino attivi nel cuneese e porta la propria esperienza: «Attualmente faccio parte di tre realtà: il gruppo “Diabete No Limits”, nato in collaborazione con l’ambulatorio di Diabetologia dell’Ospedale Santa Croce e Carle, e due gruppi di cammino attivi nelle comunità di San Pietro del Gallo e San Rocco Bernezzo di Cuneo. Desidero portare la mia testimonianza sull’importanza del movimento, che può sembrare un concetto semplice, ma che in realtà ha un impatto profondo sul nostro benessere. L’attività fisica, anche quella più accessibile come la camminata, contribuisce in modo significativo a migliorare l’umore, ridurre lo stress e favorire una maggiore lucidità mentale». «Capita a tutti di affrontare momenti di stanchezza, tensione o malinconia» – continua – «In queste situazioni, scegliere di uscire a camminare può fare davvero la differenza: al rientro ci si sente più leggeri, più sereni e spesso anche con una maggiore chiarezza nell’affrontare i problemi».

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