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Il Torino Pride compie 20 anni, il 6 giugno l’edizione 2026

Presentato il nuovo claim e il visual: una nave sospinta dal vento come metafora di un percorso collettivo che attraversa due decenni di attivismo LGBTQIA+ e si proietta verso l’EuroPride 2027.

Gabriele Farina

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TORINO – Il Torino Pride tornerà a colorare le strade della città sabato 6 giugno 2026. Un appuntamento che quest’anno assume un valore simbolico particolare: la grande marcia per i diritti e la dignità delle persone LGBTQIA+ compie vent’anni dalla storica edizione del 17 giugno 2006, quando Torino ospitò il Pride nazionale in un’epoca in cui la manifestazione era ancora unica a livello italiano.

A vent’anni da quella data, il percorso del movimento torinese non si è mai interrotto e guarda già al futuro con un traguardo internazionale all’orizzonte: nel 2027 la città ospiterà l’EuroPride, uno dei più importanti eventi dedicati ai diritti LGBTQIA+ in Europa.

“Venti di lotte”: il claim del 2026

Il Coordinamento Torino Pride ha scelto per questa edizione lo slogan “Venti di lotte”, un titolo che gioca volutamente sull’ambivalenza tra i vent’anni di storia della manifestazione e i “venti” come forze di cambiamento.

Il visual ufficiale, firmato dall’illustratrice Olga Maíra Zannoni, raffigura una nave sospinta da un vento forte, con a bordo un equipaggio eterogeneo: figure piccole ma simbolicamente cariche di presenza, orgoglio e appartenenza. Un’immagine che vuole restituire la pluralità delle identità LGBTQIA+ e il movimento continuo di una comunità in evoluzione.

La presentazione del claim e del visual è avvenuta, come da tradizione, durante la cerimonia di chiusura del Lovers Film Festival, il più longevo festival cinematografico LGBTQIA+ d’Europa.

“Una lotta intersezionale e collettiva”

Per il Coordinamento, il significato politico dell’edizione 2026 è chiaro: la necessità di rafforzare una prospettiva intersezionale.

«Crediamo che l’unico modo per sopravvivere a questo periodo storico sia la lotta intersezionale», ha spiegato Chiara Tarantello, co-coordinatrice del Torino Pride, sottolineando come il lavoro del movimento vada oltre la sola manifestazione in strada, costruendo ogni giorno reti locali, nazionali e internazionali.

Il Pride, in questa visione, non è solo corteo ma anche attivazione politica continua, costruzione di alleanze e ampliamento degli spazi di rappresentanza per le soggettività più marginalizzate.

Una macchina organizzativa fatta di rete e collaborazione

Accanto alla dimensione politica, il Pride è anche un lavoro organizzativo complesso e costante. Margherita Anna Jannon, co-coordinatrice e segretaria, descrive un’attività fatta di relazioni e progettualità condivise con associazioni, enti e realtà culturali del territorio.

Il Coordinamento riunisce infatti numerose associazioni LGBTQIA+ e si occupa durante l’anno di iniziative come la Festa delle Famiglie, oltre alla partecipazione a eventi culturali cittadini come il Salone del Libro e Torino Comics.

Una rete che si estende anche sul piano internazionale attraverso l’adesione a ILGA Europe e EPOA, organismi che collegano le principali realtà Pride in Europa.

Verso il 20 maggio: il manifesto politico

Ulteriori dettagli sull’edizione 2026 saranno resi noti nella conferenza stampa ufficiale del 20 maggio, ospitata negli spazi di DesTEENazione Torino, ai Murazzi del Po.

In quell’occasione sarà presentato anche il manifesto politico del Torino Pride 2026, documento che raccoglie e aggiorna le rivendicazioni storiche del movimento, proiettandole verso le sfide future.

Vent’anni di Torino Pride. Dal 2006 al 2026, vent’anni di corpi, di voci e di identità che nelle strade rivendicano diritti e autodeterminazione. Vent’anni in cui abbiamo capito che la conquista degli spazi e il sostegno reciproco tra persone e comunità non possono limitarsi a un appuntamento annuale: devono essere pratica quotidiana, gesto di cura collettiva e scelta politica necessaria.

Il Torino Pride e le sue associazioni presidiano il territorio ogni giorno. Offrono supporto, creano rete e, soprattutto, non arretrano davanti a governi che minano la dignità delle persone LGBTQIA+ con leggi e azioni incompatibili con qualsiasi idea di democrazia. Nelle nostre comunità ci mettiamo al fianco delle identità più marginalizzate e invisibilizzate: come le persone trans*, oggi nel mirino di una controffensiva globale che vorrebbe negarne l’esistenza per legge e spacciare i loro diritti fondamentali per capricci.

La nostra battaglia non è solo nostra: è una lotta intersezionale, è la battaglia per una società più giusta e più abitabile per tuttə. In Italia come nel resto del mondo le comunità LGBTQIA+ sono presenti e resistono, convintə che i diritti di unə siano i diritti di tuttə e che, insieme, possiamo difenderli e conquistarne di nuovi.

Siamo al fianco di chi subisce il razzismo strutturale. Siamo con Vanchiglia, militarizzata e sorvegliata da mesi. Ci schieriamo con il popolo palestinese, che da anni subisce un genocidio che il mondo non vuole fermare. Siamo con le persone disabilizzate da una società che ancora non applica pienamente leggi e strumenti per garantire autonomia e accesso. Siamo contro tutte le guerre, perché crediamo in un mondo in cui la cura valga più delle armi.

In vent’anni di lotte, abbiamo capito che tutte le battaglie per i diritti sono intrecciate. E insieme si va più lontano!

Vent’anni di Torino Pride, uno sguardo al futuro

Il Torino Pride è oggi una delle realtà più consolidate del movimento LGBTQIA+ italiano. Nato dall’evoluzione del comitato organizzatore del Pride nazionale del 2006, il Coordinamento Torino Pride organizza ogni anno la manifestazione cittadina e celebra le principali ricorrenze legate ai diritti civili e alla visibilità delle persone LGBTQIA+.

Dopo vent’anni di mobilitazione, la rotta è chiara: continuare a costruire spazi di rappresentanza, ampliare le alleanze e prepararsi a un 2027 che porterà Torino al centro della scena europea con l’EuroPride.

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