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Generare bellezza: a Torino 200 bambini delle scuole con Michelangelo Pistoletto per il Terzo Paradiso
Una giornata diffusa tra Piazza Valdo Fusi, Fondazione OMI e Santa Pelagia per immaginare un nuovo umanesimo civile. Protagonisti oltre 200 bambini e il maestro Michelangelo Pistoletto.
TORINO – Torino si prepara ad accogliere una giornata che unisce creatività, educazione e impegno civile. Giovedì 30 aprile 2026 prende forma “Generare Bellezza”, un evento che mette al centro il ruolo dell’arte e della scuola nella costruzione di una società più consapevole, ispirata al pensiero di Michelangelo Pistoletto e al suo Terzo Paradiso.
L’iniziativa, promossa da Forme in Bilico APS con il sostegno della Fondazione OMI in occasione del 250° anniversario, si sviluppa come un grande laboratorio urbano aperto alla cittadinanza (ingresso gratuito su prenotazione). Il coinvolgimento delle istituzioni – dal Comune alla Regione – e di importanti realtà culturali conferma la vocazione collettiva del progetto.
I bambini al centro: nasce la Bandiera della Pace
La giornata prende il via alle 9.30 in Piazza Valdo Fusi, dove oltre 200 alunni delle scuole primarie torinesi daranno vita a un’esperienza partecipativa dal forte valore simbolico. Attraverso laboratori artistici, i bambini costruiranno una grande Bandiera della Pace, trasformando una lunga striscia di carta in uno spazio condiviso di espressione.
Il progetto, curato dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, ha già attraversato diversi contesti culturali italiani, portando con sé un messaggio chiaro: la bellezza nasce dalla partecipazione.
Alle 11.30 è atteso l’arrivo di Pistoletto, che verrà simbolicamente accolto al centro di un grande abbraccio collettivo. Insieme ai bambini, alle istituzioni e ai rappresentanti della città, darà forma al simbolo del Terzo Paradiso, trasformando la piazza in un gesto performativo di comunità.
Il Terzo Paradiso dell’Educazione prende forma
Nel pomeriggio, alle 17.00, il cuore dell’evento si sposta nel cortile della Fondazione OMI, in via Giolitti, dove sarà svelato il “Terzo Paradiso dell’Educazione”. Un’installazione destinata a restare nel tempo, pensata come spazio interattivo per le scuole che si affacciano sul cortile.
Il simbolo – una reinterpretazione del segno dell’infinito con tre cerchi – rappresenta l’equilibrio tra natura e artificio, fulcro della riflessione di Pistoletto. Non solo opera d’arte, ma dispositivo educativo, capace di stimolare dialogo e consapevolezza.
Un confronto tra arte, istituzioni e società
La giornata prosegue alle 17.30 nel Coro di Santa Pelagia con il convegno “Generare Bellezza”. Un momento di approfondimento che riunisce voci autorevoli del mondo artistico, istituzionale e culturale.
Tra gli ospiti, oltre a Pistoletto, figurano Davide Dileo (Boosta dei Subsonica), rappresentanti della Presidenza del Consiglio, dell’Accademia Albertina e della Cittadellarte Fondazione Pistoletto. Un dialogo trasversale che intreccia educazione, cultura e responsabilità civile.
La visione: educare alla bellezza per costruire il futuro
«Coinvolgere i bambini nel Terzo Paradiso significa mettere al centro la responsabilità individuale dentro un’azione collettiva», afferma Pistoletto. «La pace si costruisce attraverso partecipazione e condivisione».
Il concetto di Terzo Paradiso sintetizza una visione ambiziosa: superare la frattura tra natura e artificio per dare vita a una nuova fase della civiltà umana. Dopo un primo “paradiso” di armonia naturale e un secondo dominato dall’artificio, il terzo rappresenta l’equilibrio possibile, fondato su etica, consapevolezza e responsabilità.
Un messaggio che a Torino si traduce in azione concreta: bambini che dipingono insieme, istituzioni che dialogano, arte che diventa strumento di cittadinanza.
Una città laboratorio di futuro
“Generare Bellezza” non è solo un evento, ma un processo. Un invito a ripensare il ruolo dell’educazione e della cultura nella società contemporanea, partendo dai più giovani.
Per un giorno, Torino si trasforma in un laboratorio a cielo aperto dove la bellezza non è estetica fine a sé stessa, ma pratica condivisa. Un gesto collettivo che guarda al futuro e che, come il Terzo Paradiso, prova a tenere insieme ciò che troppo spesso appare diviso.
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