CronacaTorino
Accusato di aver ucciso la moglie incinta negli Stati Uniti, per Lee Mongerson Gilley udienza a Torino
L’uomo è accusato di duplice omicidio negli Stati Uniti, teme quindi la pena di morte
TORINO – Per Lee Mongerson Gilley, 39enne texano che ha chiesto asilo politico in Italia dopo essere sbarcato a Malpensa, è iniziata questa mattina l’udienza davanti alla Corte d’appello di Torino.
I giudici sono chiamati a pronunciarsi sulla convalida del fermo preventivo a cui è stato sottoposto nel Cpr di Torino, dove era stato trasferito dopo che lo aveva raggiunto un mandato di cattura internazionale. In seguito il 36enne è stato trasferito nel carcere Lorusso e Cutugno
Le accuse
Per l’ingegnere informatico le accuse sono gravissime: ritenuto responsabile negli Stati Uniti dell’omicidio della moglie incinta. Il caso di Lee Mongerson Gilley, già al centro dell’attenzione dei media americani, intreccia accuse gravissime, un presunto tentativo di evasione e una delicata vicenda giudiziaria legata alla richiesta di protezione internazionale.
Gilley, che si dichiara innocente e vittima di una campagna colpevolista dei media in patria, vorrebbe restare da noi secondo la legale nominata per lui a Torino, l’avvocata Monica Grosso, che oggi si prepara a chiedere una misura alternativa alla detenzione.
L’arrivo in Italia e il timore della pena di morte
Gilley sarebbe arrivato in Italia con documenti falsi dopo essere riuscito a lasciare gli Stati Uniti. L’uomo, originario del Texas, era sottoposto a sorveglianza speciale con braccialetto elettronico. Per fuggire avrebbe prima rimosso il dispositivo di controllo e poi attraversato rapidamente il Canada, da dove si sarebbe imbarcato per raggiungere l’Italia.
Una volta atterrato a Malpensa, però, sarebbe stato riconosciuto dalle autorità. Le forze dell’ordine italiane si stavano preparando alle procedure per il rimpatrio negli Stati Uniti quando il 39enne ha presentato richiesta di protezione internazionale, sostenendo che negli Usa la sua vita sarebbe in pericolo.
La richiesta è legata soprattutto al rischio della pena di morte. In Texas, infatti, Gilley è accusato di duplice omicidio per la morte della moglie e del feto che la donna portava in grembo. Nello Stato americano anche il nascituro viene considerato persona ai fini penali, circostanza che rende il procedimento particolarmente delicato.
L’Ambasciata statunitense, però, ieri ha chiarito: in patria Gilley non rischia la pena capitale. Il suo legale Dick DeGuerin, una celebrità in Texas per aver seguito importanti processi, da Huston conferma.
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