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Wunderkamera, a Torino le opere nate dagli home movies di Fobello: giovani artisti raccontano memoria e futuro della montagna

L’iniziativa è stata coordinata dall’Archivio Superottimisti, realtà che da anni si occupa della conservazione e della valorizzazione del cinema privato e amatoriale

Gabriele Farina

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TORINO – I film di famiglia diventano materia viva per creare nuove opere d’arte, mettere in dialogo generazioni diverse e raccontare il rapporto tra memoria, territorio e identità. È questo il cuore di Wunderkamera, progetto di alta formazione e produzione artistica che culminerà sabato 6 giugno a Torino con la presentazione di quattro opere multidisciplinari realizzate da giovani artisti italiani e internazionali.

L’appuntamento si svolgerà negli spazi di Casa Luft, in via Monginevro 262/Interno 8, come evento speciale del Festival Internazionale CinemAmbiente, manifestazione che da anni esplora il legame tra cinema, arte e territorio.

Un progetto che nasce dagli archivi di famiglia

Wunderkamera è stato ideato per valorizzare il patrimonio audiovisivo raccolto nell’ambito del progetto “Fo-bello – la tradizione dell’innovazione”, che ha permesso di recuperare, catalogare e digitalizzare numerosi film amatoriali provenienti da Fobello e dalla Val Mastallone.

L’iniziativa è stata coordinata dall’Archivio Superottimisti, realtà che da anni si occupa della conservazione e della valorizzazione del cinema privato e amatoriale, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, l’Università di Torino, la Regione Piemonte – Settore Archivi, il Comune di Fobello e la compagnia torinese Zerogrammi, che gestisce gli spazi di Casa Luft.

L’obiettivo non era soltanto quello di preservare le immagini del passato, ma trasformarle in uno strumento creativo capace di generare nuove interpretazioni artistiche e nuove riflessioni sul presente.

Dalla formazione alla residenza artistica

Il percorso ha coinvolto quattro studenti universitari e neolaureati provenienti da differenti esperienze culturali e artistiche.

La prima fase si è svolta a Torino attraverso un intenso programma formativo durante il quale i partecipanti hanno approfondito aspetti teorici e pratici legati agli archivi audiovisivi, alla storia del cinema di famiglia e alle tecniche di riuso creativo del materiale filmico.

Fondamentale il contributo di archivisti, storici del cinema, studiosi del territorio e artisti specializzati nell’utilizzo creativo delle immagini d’archivio, arrivati da diverse parti d’Italia per condividere competenze ed esperienze.

Successivamente gli studenti hanno trascorso un periodo di residenza a Fobello, entrando in contatto diretto con la comunità locale e raccogliendo testimonianze, suggestioni e materiali utili allo sviluppo dei progetti artistici. Durante tutto il percorso sono stati accompagnati dal team dell’Archivio Superottimisti, che ha seguito le varie fasi di ideazione e produzione delle opere.

Quattro opere per raccontare un territorio

Dall’incontro tra i giovani autori, gli abitanti della valle e le memorie conservate negli archivi familiari sono nate quattro opere molto diverse tra loro.

La prima è “Memoria che mi attraversa“, performance di teatro-danza per uno spettatore alla volta realizzata dall’artista iraniana Sara Mohammadi Jouzdani, un’esperienza immersiva e personale che mette al centro il rapporto tra corpo e memoria.

La seconda è “Fobello 2045 – Memorie dal passato” di Giulia Livigni, documentario che immagina il futuro del borgo attraverso il dialogo con le immagini e le storie del passato.

La terza opera è “Dove la cenere fiorisce” di Giulia Magra, libro fotografico d’artista inserito all’interno di un percorso multisensoriale pensato per coinvolgere il pubblico in una fruizione lenta e contemplativa.

Infine “Ultimo stambecco” di Dmitry Akatov, artista originario della Russia, è un cortometraggio che intreccia finzione cinematografica e materiali d’archivio, creando una narrazione originale tra memoria e immaginazione.

Una giornata di eventi a Casa Luft

Il programma del 6 giugno accompagnerà il pubblico per l’intera giornata.

Dalle 13 alle 21 sarà possibile visitare l’allestimento dedicato al libro d’artista “Dove la cenere fiorisce”. Nello stesso arco temporale la performance “Memoria che mi attraversa” verrà replicata ogni ora, consentendo a più spettatori di vivere l’esperienza individuale proposta dall’artista.

Alle 21 si terrà la presentazione ufficiale del progetto con la partecipazione del team dell’Archivio Superottimisti, del sindaco di Fobello, dei rappresentanti del Museo Nazionale del Cinema, dell’Università di Torino e dei giovani autori coinvolti.

La serata proseguirà con la proiezione delle due opere video realizzate durante la residenza artistica. Prima dell’incontro conclusivo sarà inoltre organizzato un aperitivo a cura del bar ristorante La Fublina.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Per assistere alla performance teatrale è richiesta la prenotazione tramite email all’indirizzo superottimisti@gmail.com.

Un ponte tra giovani artisti e comunità di montagna

Per i curatori del progetto, Giulio Pedretti e Giulia Carbonero, Wunderkamera rappresenta un esempio concreto di come gli archivi possano diventare strumenti di innovazione culturale.

«L’obiettivo è stato quello di mettere in relazione una piccola comunità di montagna con giovani artisti italiani e internazionali attraverso gli home movies raccolti e digitalizzati sul territorio, con una visione multiculturale e un approccio multidisciplinare», spiegano i curatori.

L’iniziativa assume inoltre un valore particolare perché rappresenta la prima residenza artistica realizzata per studenti dell’Università di Torino, dimostrando come anche i piccoli borghi possano diventare luoghi di produzione culturale contemporanea e di sperimentazione artistica.

Un’esperienza che ha lasciato il segno anche nella comunità locale. La sindaca di Fobello, Anna Baingiu, sottolinea come gli abitanti abbiano partecipato attivamente alla realizzazione dei progetti, instaurando un rapporto umano profondo con gli artisti ospitati nel paese.

Secondo la professoressa Negri dell’Università di Torino, il progetto ha inoltre permesso agli studenti di confrontarsi non soltanto con documenti audiovisivi, ma con una realtà sociale concreta, dando vita a opere che superano i linguaggi documentaristici tradizionali per esplorare nuove forme artistiche.

Wunderkamera si presenta così come un esempio virtuoso di collaborazione tra archivi, istituzioni culturali, università e comunità locali, dimostrando come le immagini private del passato possano trasformarsi in strumenti per immaginare il futuro e costruire nuove narrazioni collettive.

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