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Gabriele Farina

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TORTONA – Blitz dei Carabinieri tra Piemonte e Lombardia contro un vasto traffico di sostanze stupefacenti. Nella giornata del 10 giugno, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tortona hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Alessandria nei confronti di quattro persone, ritenute gravemente indiziate di detenzione e spaccio di droga.

Gli indagati sono stati rintracciati tra Tortona, Alessandria, Bergamo e Milano e si trovano ora in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’indagine partita nel 2024

L’operazione si inserisce in un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Alessandria e sviluppata dai Carabinieri tra ottobre 2024 e aprile 2025. Le attività investigative hanno consentito di ricostruire un articolato sistema di distribuzione di sostanze stupefacenti che operava in diverse province del Nord Italia.

Secondo quanto emerso, la rete di spaccio riforniva principalmente i territori di Alessandria, Pavia, Bergamo, Brescia e Monza-Brianza.

Documentati 140 episodi di cessione

Nel corso dell’inchiesta i militari hanno documentato ben 140 episodi di cessione di droga, per un quantitativo complessivo stimato in circa 21 chilogrammi di sostanze stupefacenti.

Nel dettaglio, si tratterebbe di:

  • 14 chilogrammi di cocaina
  • 1 chilogrammo di eroina
  • 6 chilogrammi di hashish

Il volume d’affari illecito ricostruito dagli investigatori ammonterebbe a circa 400 mila euro.

Telefonini dedicati e linguaggio criptato

Per organizzare l’attività, il gruppo utilizzava utenze telefoniche dedicate e un linguaggio in codice per concordare ordinazioni, consegne e pagamenti, nel tentativo di eludere i controlli delle forze dell’ordine.

Le modalità operative avrebbero consentito agli indagati di mantenere attiva una rete di distribuzione ben strutturata e ramificata su più territori.

Base operativa in una macelleria di Tortona

Tra gli elementi più rilevanti emersi dall’indagine c’è il ruolo di una macelleria islamica di Tortona, indicata dagli inquirenti come uno dei luoghi in cui si sarebbe svolta parte dell’attività illecita.

Il titolare dell’attività commerciale risulta tra gli arrestati. La situazione sarebbe ulteriormente aggravata dalla vicinanza del locale a scuole e strutture ospedaliere.

Secondo gli investigatori, gran parte degli indagati si trovava irregolarmente sul territorio nazionale.

Due indagati spacciavano dai domiciliari

Particolarmente grave anche la posizione di due soggetti che, stando alle accuse, avrebbero continuato a spacciare pur essendo sottoposti alla misura della detenzione domiciliare.

Un elemento che ha contribuito a delineare un quadro ritenuto particolarmente allarmante dagli inquirenti.

Sei misure cautelari, due persone ancora irreperibili

Il provvedimento cautelare riguarda complessivamente sei persone.

Nel dettaglio:

  • una è stata fermata il 27 maggio durante controlli di frontiera all’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio;
  • una è stata arrestata a Milano il 2 giugno;
  • due sono state raggiunte dalla misura il 10 giugno;
  • altre due risultano al momento irreperibili.

L’inchiesta ha inoltre portato alla denuncia a piede libero di altre sei persone.

Infine, dodici soggetti sono stati segnalati alle autorità competenti come assuntori di sostanze stupefacenti.

L’indagine prosegue per chiarire ulteriormente ruoli, responsabilità e possibili collegamenti con altre reti di distribuzione attive nel Nord Italia.

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