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Lotta alle ecomafie: in Piemonte nasce il primo Osservatorio in Italia contro i reati ambientali

L’accordo ha una durata quinquennale e non comporta nuovi oneri a carico delle amministrazioni

Chiara Scerba

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TORINO – Il Piemonte sigla un importante protocollo d’intesa che fa da apripista a livello nazionale nella tutela del territorio e nella lotta all’illegalità. Grazie alle firme del presidente della Regione, Alberto Cirio, e il prefetto di Torino, Donato Giovanni Cafagna, è stato istituito per la prima volta in Italia, l’Osservatorio per il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti ambientali.

Perché un Organismo del genere?

La nascita di questo nuovo organismo si è resa necessaria a causa del preoccupante aumento dei reati ecologici registrati sul territorio piemontese e nazionale, in particolar modo nei settori dello smaltimento dei rifiuti, dell’edilizia e delle bonifiche dei terreni contaminati. Per rispondere a questa minaccia in modo tempestivo, l’Osservatorio supererà la frammentazione dei singoli interventi unendo le forze e le competenze di tutti i soggetti in campo.

Il cuore del progetto è un Tavolo di lavoro permanente, coordinato dalla Prefettura di Torino, che metterà in rete le conoscenze scientifiche della Direzione Ambiente della Regione, dell’Arpa e delle Asl con il monitoraggio sul campo svolto dalle Forze dell’Ordine. Questa sinergia permetterà di mappare le aree più a rischio, analizzare i dati e organizzare controlli mirati per bloccare sul nascere l’abusivismo, le frodi agroalimentari, la gestione illecita delle terre da scavo e i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore delle energie rinnovabili.

L’accordo, che ha una durata di cinque anni e non comporta costi aggiuntivi per le casse pubbliche, punterà molto anche sulla formazione del personale e sul coinvolgimento attivo dei cittadini e delle associazioni ambientaliste, chiamati a fare da “sentinelle” sul territorio per difendere il paesaggio e la salute delle comunità locali.

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