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CronacaTorino

ll coordinamento sindacale dei poliziotti sull’agente indagato per il ferimento del tifoso a Torino: «Necessario valutare il contesto operativo»

«COSAP ha piena fiducia nella magistratura, ma auspica che la giustizia possa fare il suo corso senza subire condizionamenti». 50 tifosi identificati

Marco Lovisolo

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Gli scontri durante il derby del 24 maggio scorso

TORINO – Attende la decisione del giudice, che arriverà nei prossimi giorni, il poliziotto per il quale la Procura di Torino ha richiesto gli arresti domiciliari, in seguito al lancio di un lacrimogeno che ha fracassato il cranio di Leonardo Basoccu. L’episodio era avvenuto il 24 maggio durante gli scontri prima del derby della Mole.

Il Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia: «Ancora una volta, il personale delle Forze dell’Ordine messo sotto accusa in tempi rapidissimi»

Sul caso dell’agente indagato si è espressa anche la segreteria torinese del COSAP (Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia), che ha manifestato solidarietà al collega e fiducia nella magistratura, chiedendo, in vista della sentenza, di valutare il contesto operativo:

«Prendiamo atto della richiesta di arresti domiciliari avanzata dal Pubblico Ministero, ma riteniamo doveroso sottolineare come, ancora una volta, il personale delle Forze dell’Ordine venga messo sotto accusa in tempi rapidissimi, quasi come un automatismo, per fatti avvenuti in contesti operativi di estrema difficoltà e violenza».

Un contesto di questo tipo è stato affrontato dagli agenti durante gli scontri di quel 24 maggio, secondo il COSAP: «Dalle cronache emerge un quadro di scontri gravi, con un assalto di ultras juventini che ha costretto gli agenti a fare ricorso a oltre 130 lanci di lacrimogeni per proteggere l’incolumità di centinaia di persone. In questo scenario caotico e pericoloso, riteniamo che la valutazione delle azioni di un singolo operatore debba tenere conto della pressione, della confusione e della legittima difesa dei cittadini e degli stessi colleghi, spesso bersaglio di violenze inaudite.

Il COSAP ha piena fiducia nella magistratura e nel suo operato, ma auspica che la giustizia possa fare il suo corso serenamente, senza subire condizionamenti politici o mediatici, e che emerga la verità oggettiva sui fatti. Ci auguriamo che il Giudice per le Indagini Preliminari valuti con attenzione non solo le immagini e le testimonianze raccolte, ma anche l’intero contesto, caratterizzato da una aggressione premeditata ai danni delle Forze dell’Ordine.

Sarebbe inaccettabile che, ancora una volta, a pagare per intero le conseguenze di episodi di violenza negli stadi sia chi, in divisa, ogni giorno rischia la propria incolumità per garantire la sicurezza di tutti» – conclude il coordinamento – «Il COSAP vigilerà affinché il principio di proporzionalità e la corretta ricostruzione dei fatti non vengano sacrificati sull’altare di una facile e strumentale condanna verso la Polizia di Stato».

Le indagini sull’agente

Intanto, ieri è avvenuto l’interrogatorio preventivo del poliziotto, come confermato dall’avvocato difensore Paolo Chicco, che per il momento ha stabilito di non rilasciare dichiarazioni e ha auspicato uguale riserbo da parte delle altre componenti istituzionali.

Pier Luigi Basoccu, il padre del 36enne colpito dal lacrimogeno, si è detto felice che la giustizia abbia fatto il suo corso. Ha dichiarato ai microfoni ANSA che, secondo lui, l’agente coinvolto «non può più essere mantenuto tra quelle che vengono definite giustamente le Forze dell’ordine». Si è anche rammaricato del fatto che il responsabile del ferimento non si sia fatto avanti prima, confessando il gesto e non aspettando il decorso delle indagini.

L’altro filone: gli scontri tra ultras e Forze dell’ordine

Oltre al filone su questo specifico ferimento del tifoso, le indagini relative agli scontri pre-derby hanno riguardato anche i disordini tra ultras e Forze dell’ordine. In tutto, sono una cinquantina gli ultras identificati dagli investigatori della Polizia nell’ambito dell’inchiesta, la maggior dei quali apparterrebbe alla tifoseria organizzata della Juventus. Le loro posizioni sono ora al vaglio degli inquirenti. Nelle ore e nei giorni successivi al derby erano già stati arrestati dieci tifosi bianconeri appartenenti ai gruppi Viking e Drughi. Dopo la scarcerazione, nei loro confronti erano stati disposti obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria.

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