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Gli incendi in Piemonte hanno distrutto 700 mila alberi e un’area tra gli 8 e i 9 chilometri quadrati
Serviranno almeno dai 2 ai 5 anni perché ritornino le prime specie di piante e animali
Nei giorni scorsi in Piemonte ci sono stati diversi incendi boschivi, al momento perlopiù spenti.
Secondo le stime dei vigili del fuoco gli incendi che nelle scorse settimane hanno colpito il Piemnote hanno distrutto 700 mila alberi e un’area tra gli 8 e i 9 chilometri quadrati.
Gli incendi si sono sviluppati nelle province di Torino, Vercelli e del Verbano-Cusio-Ossola.
Le aree più colpite sono state quelle della Valsesia e della Val d’Ossola, nel nord del Piemonte. In Val d’Ossola e nel comune di Premosello Chiovenda per spegnere gli incendi ci sono voluti più di una settimana fa. A Premosello Chiovenda le fiamme hanno distrutto 226 ettari in una zona dove la superficie boschiva distrutta tocca il 60%, con la perdita di preziosi ecosistemi di quercete, faggete e boscaglie pioniere. In Valle Soana il fuoco ha raggiunto e intaccato anche i boschi di abeti e larici.
Nelle aree più colpite serviranno dai 2 ai 5 anni perché ritornino le prime specie di piante e animali, e dai 50 ai 70 anni perché i nuovi alberi raggiungano la piena maturità e la situazione torni com’era prima degli incendi.
Il danno ecologico va oltre la perdita della vegetazione, in quanto gli incendi hanno compromesso gravemente la biodiversità locale: il fumo e la distruzione degli habitat colpiscono direttamente la microfauna, gli insetti impollinatori, i rettili e l’avifauna nidificante, oltre a spingere i grandi mammiferi como caprioli e camosci a una fuga forzata verso i territori antropizzati.
Le Aree del Piemonte a maggiore rischio d’incendio
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