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Quattro antagonisti stranieri del Blocco Nero fermati per l’assalto No Tav, Meloni e Piantedosi in Val Susa

Sono arrivati sui luoghi teatro della guerriglia No Tav la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi

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TORINO – Sabato 25 luglio il cantiere della Torino-Lione a Chiomonte, in Valle di Susa, è stato assaltato da alcune centinaia di antagonisti durante la marcia No Tav collegata al Festival Alta Felicità. Gli antagonisti, travisati da caschi e maschere antigas, hanno lanciato pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine e utilizzato bombe carta e razzi, anche attraverso mortai artigianali. Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti, cercando di respingere gli assalti anche dall’interno del cantiere.

La devastazione e i primi fermi: antagonisti del Blocco Nero

Uno scontro che presto è diventato devastazione. Questa l’ipotesi di reato più grave presente nel fascicolo aperto dalla procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri. Ad emergere dagli uffici giudiziari anche l’ipotesi di una regia occulta di Askatasuna.

A seguito della manifestazione presso i cantieri TAV di San Didero, Chiomonte, Salbertrand e Traduerivi di Susa, la polizia di Stato ha identificato 436 persone, parte delle quali provenienti da altri paesi europei quali Francia, Germania e Belgio, le cui posizioni sono al vaglio sia dal punto di vista amministrativo che penale. Rilevata, infatti, anche la massiccia la presenza di gruppi organizzati di anarchici francesi.

Sono in particolare quattro gli antagonisti di nazionalità straniera, probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero, che sono stati fermati nelle scorse ore dagli investigatori della polizia di Stato della Questura di Torino. Le loro posizioni sono al vaglio degli inquirenti e al momento non si conoscono le accuse.

Meloni e Piantedosi sui luoghi della guerriglia

Sono arrivati sui luoghi teatro della guerriglia No Tav la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: stanno effettuando un sopralluogo ai cantieri della futura linea ferroviaria ad alta velocità.

Come riporta Ansa, Meloni e Piantedosi sono arrivati all’aeroporto di Torino Caselle, da dove si stanno spostando in valle in elicottero.
Ad attenderli sul posto il capo della polizia, Vittorio Pisani, insieme al questore di Torino, Massimo Gambino, e al prefetto del capoluogo piemontese, Donato Cafagna.

Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo.

Aveva scritto la premier sui social.

Nel frattempo sono stati rafforzati i controlli sulle strade della Val di Susa, per la fine del campeggio No Tav organizzato per il Festival dell’Alta Felicità

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